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IN LIBRERIA

E’ GIA’ IN LIBRERIA E NELLE EDICOLE LA NUOVA EDIZIONE DEL LIBRO DI CALOGERO CARITA’ RINNOVATA NEL TITOLO, NEL CONTENUTO E NELLE FOTO


“10 LUGLIO 1943. L’ASSALTO
DEGLI ALLEATI ALLA SICILIA”


di Calogero Carità


Dopo il grande successo avuto dalla prima edizione del libro di Calogero Carità “70 anni fa l’assalto degli Alleati alla Sicilia. 10 luglio 1943: la Joss Force Usa attacca Licata”, pubblicata nelle edizioni de La vedetta nell’estate del 2013 in occasione del 70° anniversario dello sbarco Anglo-Americano in Sicilia, e presentata a Licata e a Verona con grandissimo successo di pubblico, lo storico licatese ha provveduto ad una seconda edizione del suo libro, aggiornato nei testi e nel corredo fotografico. La nuova edizione, che sarà pronta alla fine di questa estate, sarà di 400 pagine, 50 in più rispetto alla prima, 26 di queste destinate ad ospitare altre nuove 54 rare e significative immagini fotografiche di quell’evento storico che produsse dopo 15 giorni la caduta del fascismo e dopo 60 giorni l’armistizio corto di Cassibile a seguito del quale l’Italia si svincolava dalla Germania nazista e diventava cobelligerante a fianco degli Alleati invasori-liberatori. “Per anni –scrive Carità nel presentare il suo lavoro di ricerca- la vittoria alleata è stata attribuita non alla stragrande superiorità di uomini e mezzi messi in campo, bensì alla viltà e alla defezione della maggioranza dei soldati italiani, nonché alla incapacità dei loro comandanti. Ma, a fronte di alcuni, seppur consistenti, episodi di defezione e sbandamento, furono moltissimi gli atti di valore di singoli uomini e di interi reparti che rimasero sino all’ultimo a compiere il loro dovere. I nostri soldati, infatti, pur combattendo in condizioni di estrema difficoltà contro una potenza aereo-terrestre-navale imponente che disponeva di armi e mezzi moderni, coscienti ormai di non poter ricacciare più sulle loro navi gli invasori, cercarono, sacrificandosi in migliaia, di arginare assieme ai tedeschi l’avanzata delle forze nemiche.

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L'EDITORIALE

QUANDO PIOVE SUL BAGNATO. QUELLA BOMBA D’ACQUA DEL 19 NOVEMBRE HA MESSO IN GINOCCHIO LE GIÀ PRECARIE ATTIVITÀ COMMERCIALI DI LICATA


25 OTTOBRE 1975, 14 OTTOBRE 1991, 6 OTTOBRE 2013 SONO LE DATE IN CUI LA CITTÀ È ANDATA SEMPRE SOTT’ACQUA. LA COLPA? URBANIZZAZIONE SELVAGGIA, CEMENTIFICAZIONE DI INTERE AREE A RISCHIO IDROGEOLOGICO, DISBOSCAMENTO DELLE COLLINE, SISTEMA FOGNARIO INADEGUATO, CAMBIAMENTI CLIMATICI CON AUMENTO DELLE PRECIPITAZIONI. 30 MILIONI DI EURO STANZIATI DALLA REGIONE PER METTERE IN SICUREZZA IL TERRITORIO. CAMBIANO HA FORMATO LA NUOVA GIUNTA ANCORA SENZA MAGGIORANZA E LE POLEMICHE E LE SCHERMAGLIE NON CESSANO. SEMPRE GRAVE LA SITUAZIONE FINANZIARIA. PARTONO I LAVORI PER IL PUNTO NASCITE.


di Calogero Carità


Sabato 19 novembre 2016. Licata è andata nuovamente sott’acqua. Un violento nubifragio ha scaricato sulla nostra città ben oltre cento millimetri di acqua nelle sei ore di piogge torrenziali durate dalle 6 della mattina a mezzogiorno. Nessun quartiere è stato risparmiato. Appena il livello dell’acqua si è del tutto abbassato e dopo che gli ingressi delle attività commerciali e delle residenze private sono state state liberate da fango e detriti, si è potuta fare una prima conta dei danni. E il bilancio non è per nulla incoraggiante. Le situazioni peggiori in centro: sotto circa un metro di acqua sono finite piazza Gondar, via Mogadiscio, via Nazario Sauro, corso Vittorio Emanuele, corso Serrovira, via Frangipane, piazza Duomo, piazza della Vittoria e via Principe di Napoli. Scenario da vero incubo nel quartiere Fondachello-Playa, già fortemente provato dal maltempo di venerdì 11 novembre, quando fiumi d’acqua si erano riversati all’interno delle vie di questo popoloso rione, sorto in gran parte sull’onda dell’abusivismo, in terreni di per sé inospitali ed acquitrinosi. Non si contano le accuse e le polemiche e la ricerca di responsabilità politiche soprattutto. Ma se guardiamo le cronache di queste ultime settimane, sotto acqua sono finite anche la Liguria, il Piemonte e il 26 novembre, nell’agrigentino, Ribera e Sciacca. Ovunque le copiose precipitazioni e la rottura degli argini di alcuni fiumi e torrenti hanno provocato danni ingenti in aree che quasi periodicamente subiscono queste calamità provocate da eventi straordinari. Ci piace ricordare ai nostri lettori che a Licata le alluvioni si sono ripetute sempre tra ottobre e novembre e tutta la città antica è andata sott’acqua e la gente e i commercianti non fanno in tempo a rimediare ai danni subiti, che arriva un’altra calamità sempre più violenta delle precedenti. Così è stato il 25 ottobre 1975, quando le piogge alimentando la piena del Salso ne provocarono la rottura degli argini, caysando l’allagamento delle parti basse della città e di tutte le campagne della piana e anche lo scoppio della rete fognaria. Così ancora è stato il 14 ottobre 1991 e il 6 ottobre 2013, quando in meno di 40 minuti vennero giù oltre 80 millimetri di pioggia……

l'articolo a pagina 1 e 6 del giornale
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News

Non sono state scritte News

PRIMO PIANO

COSA SUCCEDE IN CITTA'

ALLUVIONI, FINANZIAMENTI GAC
SFUMATI E CANONI DEMANIALI



di Anna Bulone


Sabato 19 novembre si sono aperte le cateratte del cielo che, secondo il dato SIAS (servizio informativo agrometeorologico siciliano), hanno riversato in poco meno di tre ore sul suolo licatese, già fortemente provato da calamità precedenti, 150 mm di pioggia. Secondo uno dei comunicati diramati sui vari social, squadre di soccorso provenienti dalle province di Agrigento e Caltanissetta sono intervenute in aiuto dei numerosi licatesi in difficoltà, che in poco tempo hanno visto sommergere dall’acqua strade, abitazioni, esercizi commerciali. Un tragico dèjà vu che ad ogni allerta meteo mette la città in ginocchio. Le idrovore fanno quello che possono, come possono e quando possono, se non si bloccano durante l’utilizzo, ma nel frattempo le zone rosse degli allagamenti si trasformano in canali artificiali che spazzano via tranquillità ed anni di lavoro, tradotti in abitazioni e locali, delle vittime degli allagamenti. La “calamità” non lascia mai dietro di sé dei responsabili, nessuno che possa dare delle risposte chiare e definitive sul perché una città relativamente piccola come Licata non giunga mai preparata a superare i test della stagione delle piogge. Nessuno che sappia spiegare il perché, come affermano fonti attendibili, la fognatura progettata negli anni ’80 con sistema ovoidale per un importo pari a due miliardi di lire non sia mai stata completata. Nessuna spiegazione sul perché i lavori si siano fermati in Piazza Gondar, dove bisognava attraversare i binari di Via Dalla Chiesa ed occorreva il nulla osta delle ferrovie. L’opera in questione prevedeva la canalizzazione delle acque bianche e nere, ma nonostante la ditta avesse eseguito tutti i lavori, non si comprende come ad oggi l’attraversamento non sia ancora stato realizzato. Alla città nonostante le rassicurazioni, al passaggio di ogni evento atmosferico anomalo, non rimane altro che raccogliere i cocci e lambire le numerose ferite umane ed economiche.

l'articolo a pagina 1 e 7 del giornale
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PRIMO PIANO

IL PRIMO IN APPELLO PER ISTIGAZIONE ALLA CORRUZIONE E IL SECONDO IN PRIMA ISTANZA PER CONCORSO IN FALSA TESTIMONIANZA

CONDANNATI GLI EX SINDACI
ANGELO GRACI E ANGELO BALSAMO



Angelo Graci, ex sindaco di Licata, è stato condannato dai giudici della prima sezione dalla Corte d’appello di Palermo, presieduta dal giudice Gabriella Di Marco, consiglieri Donatella Puleo e Massimo Corleo, per istigazione alla corruzione. Confermando la sentenza emessa dal tribunale di Agrigento, il 19 giugno del 2014, Angelo Graci è stato condannato a 4 mesi di reclusione. Secondo l’accusa Graci, approfittando del suo ruolo istituzionale, avrebbe chiesto a Girgenti Acque, gestore del servizio idrico integrato di Agrigento, l’assunzione dei figli in cambio della consegna degli impianti idrici, necessaria dopo la privatizzazione. “A me interessa sistemarli questi due ragazzi”: è questa la frase che Angelo Graci, durante le trattative per la restituzione degli impianti idrici a Girgenti Acque avrebbe riferito all’amministratore delegato dell’epoca Giuseppe Giuffrida. Quest’ultimo, a sua volta avrebbe registrato la conversazione. La richiesta dello scambio di favori sarebbe avvenuta il 5 febbraio del 2009. Giuffrida già mesi prima aveva raccontato alla Squadra Mobile di avere subìto pressioni indebite dopo la privatizzazione del servizio idrico da diverse persone e tra queste anche l’ex sindaco di Licata.

l'articolo a pagina 2 del giornale
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PRIMO PIANO

ABUSIVISMO INTANTO SONO STATE ABBATTUTE DUE CASE AL PISCIOTTO, UNA GALLO D’ORO E UNA A FOCE GALLINA. MA SI CONTINUA A COSTRUIRE ABUSIVAMENTE

DEMOLIZIONI, LA PROCURA HA CHIESTO A 28 SINDACI SE SONO STATE PREVISTE SOMME IN BILANCIO



Un giro di vite è stato disposto dalla Magistratura agrigentina utile per avere chiarissima la mappa dell’abusivismo edilizio Comune per Comune. Il Procuratore capo della Repubblica di Agrigento, dott. Luigi Patronaggio, infatti, avrebbe indirizzato una nota ai sindaci dei 28 Comuni agrigentini nei quali ci sono immobili abusivi acquisiti ai patrimoni degli enti, e perciò da abbattere. La richiesta riguarderebbe tanto il bilancio di previsione per l’anno in corso e per il 2017, quanto per i bilanci triennali, che hanno valenza, perciò, fino al 2018. Al tempo stesso, nel caso in cui non ci sono somme da inserire in bilancio, i magistrati avrebbero chiesto di sapere se è stata fatta richiesta alla Cassa depositi e prestiti per avere a disposizione i fondi necessari per eseguire le demolizioni. Le richieste di informazioni del Procuratore Patronaggio ai Comuni agrigentini non si limitano però solo ai fondi stanziati per demolire ma sono più organiche e riguardano “le attività di competenza poste in essere per contrastare il fenomeno dell’abusivismo edilizio”. Nel dettaglio, la Procura chiede “il numero delle sanzioni amministrative irrogate, il numero degli immobili abusivi acquisiti al patrimonio comunale (in particolare dopo che sia stato accertato che il responsabile dell’abuso non ha provveduto alla demolizione), il numero dei procedimenti avviati per la richiesta delle somme dovute per l’occupazione senza titolo agli ex proprietari degli immobili e le somme dovute dai privati, il numero dei procedimenti per il recupero coattivo delle somme non riscosse per l’occupazione sine titulo”. ……………………….

l'articolo a pagina 2 del giornale
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PRIMO PIANO

DEPURATORE

SOPRALLUOGO E RELAZIONE SHOCK DELL’ARPA



Il depuratore soffre di carenze strutturali e funzionali rendendo indispensabili interventi risolutivi. In tutta l’area si registra un grave degrado con fuoriuscita di liquidi fognari, accumulo di fango e contaminazione del terreno. Assoluta la necessità di procedere ad un adeguamento dell’impianto di depurazione”. Sono questi alcuni dei passaggi della relazione verbalizzata dai tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) della struttura di Agrigento, dopo il sopralluogo effettuato all’interno del depuratore di Contrada Ripellino lo scorso 21 settembre. I tecnici che hanno espletato le verifiche (il dottor Giovanni Avanzato, tecnico della prevenzione, e il funzionario tecnico direttivo Giuseppe Butticè) hanno redatto un verbale finito successivamente sul tavolo del dottor Salvatore Montanalampo, direttore della struttura Arpa per la provincia di Agrigento. Venti i giorni di tempo dati al gestore unico per la “rimozione del materiale inquinante e il ripristino dei luoghi”. L’Arpa ha già provveduto da inoltrare la relazione a Girgenti Acque, alla Procura della Repubblica di Agrigento, al sindaco Angelo Cambiano (massima autorità sanitaria cittadina), alla Provincia regionale di Agrigento (oggi Libero Consorzio), all’Ato Idrico e, per conoscenza, all’Azienda sanitaria provinciale 1 di Agrigento. Sulla questione è arrivata anche la presa di posizione di Cittadinanzattiva che vi proponiamo integralmente………………………..

l'articolo a pagina 2 del giornale
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POLITICA

L’EX CANDIDATO SINDACO PINO GALANTI ESCE DAL SUO DISCRETO SILENZIO E INTERVIENE SU ALLUVIONE, DEMOLIZIONI E GESTIONE DEI RIFIUTI A LICATA.

“NO A GESTIONE EMERGENZIALE. NON SERVONO EROI MA BUONI AMMINISTRATORI”



Dopo ormai più di un anno e mezzo di amministrazione targata Cambiano, dopo diversi spiacevoli eventi è arrivato il momento di fare un bilancio per capire chi o cosa davvero detti l’agenda amministrativa della nostra amata Licata. Il forte temporale dei giorni scorsi e il conseguente allagamento di tutta la città impongono delle riflessioni ad ampio raggio. Oggi assistiamo alla pulizia e allo spurgo delle condutture e dei canali fognari, stracolmi di detriti e rifiuti di ogni genere; un intervento che andrebbe ripetuto ogni anno prima della stagione delle piogge. Se ciò fosse stato fatto dal 2013 ad oggi probabilmente avremmo evitato danni per milioni di euro. Ma soprattutto è giusto chiedersi: “era davvero necessario attendere i grandi proclami della politica regionale e la caduta di più di 100 mm di pioggia per approntare questi interventi?”. Se tali apparati avessero funzionato, sorge il dubbio che qualche centimetro di pioggia avrebbe evitato danni per centinaia di migliaia di euro. La vita, l’esperienza ci insegna che un’adeguata programmazione permette di agire con molta più efficacia e intelligenza di quanto si possa fare in emergenza. Lo stesso discorso può essere fatto per l’abusivismo. Il Cambiano, che in campagna elettorale si vantava di essere esperto della macchina comunale, non era a conoscenza delle imminenti notifica della procura di abbattimento degli immobili abusivi? ……………………….

l'articolo a pagina 3 del giornale
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Novità
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Facebook
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POLITICA

CAMBIANO NON CONTROBATTE, MA RISPONDE A GALANTI.

“OGGI LICATA O SI FA O SI MUORE”



“Qualcuno ha detto: “oggi Licata o si fa o si muore” Mi trovo pienamente d’accordo con questa affermazione al punto tale da non cadere nella strada del botta e risposta tramite comunicazioni che servono ad accaparrarsi consensi e così tanto ricercati “mi piace”. Non controbatterò all’ex candidato a sindaco Pino Galanti, non per mancanza di argomenti ma perché sono fermamente convinto che i licatesi sono stanchi di comunicati populisti. Se l’ex candidato sindaco cerca uno scontro, io non glielo offrirò, perché amministrare la città è quello per cui i Licatesi mi hanno votato e non certo per dar luogo a dispute che hanno il sapore del “vuoto”. La disputa tra chi vince le elezioni e chi le perde è un gioco vecchio al quale il sottoscritto non ha alcun interesse a partecipare. “E il gioco delle parti”, mi hanno detto, eppure bisogna capire da che parte si stia. Io sto dalla parte di Licata, non sono contro nessuno ma per qualcosa. E poiché la definizione di “ex candidato” non rende onore ne mi è gradita, chiedo pertanto al Sig. Pino Galanti di non prestarsi al “Gioco delle parti”. Licata necessita di unità e non di divisione. Licata o si fa o si muore: e sono dell’opinione che prima di essere una città dobbiamo essere una comunità. Se qualcuno vuole continuare a giocare tentando di dividere invece che di unire, faccia pure, ma non avrà il mio appoggio in questa guerra “di parole”……………………

l'articolo a pagina 3 del giornale
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ALLUVIONE DEL 19 NOVEMBRE 2016

AMMINISTRAZIONE COMUNALE E BPSA HANNO CONCORDATO LE MODALITÀ PER SOVVENIRE I CITTADINI DANNEGGIATI



A seguito di un incontro tenutosi lo scorso 25 Novembre al Palazzo di Città, tra il Sindaco Angelo Cambiano, per l'occasione accompagnato dal suo vice Daniele Vecchio e dall'assessore alle finanze Luigi Cellura, con il dottor Giovanni Pregadio, rappresentante della Banca Popolare Sant'Angelo, sono stati concordati ulteriori dettagli sul tipo di intervento che lo storico istituto licatese ha deciso di porre in essere per venire incontro a quanti sono stati danneggiati dall'alluvione dello scorso 19 novembre. La novità particolare concerne il fatto che gli interventi di aiuto potranno essere richiesti anche da semplici cittadini oltre che dai commercianti ed operatori economici che sono stati colpiti dall'evento atmosferico…………….

l'articolo a pagina 3 del giornale
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TROMBA D’ARIA DEL 10 OTTOBRE 2015

PRONTI GIÀ 1.200.000 EURO PER RISARCIRE
GLI AGRICOLTORI LICATESI. PAROLA
DELL’ASSESSORE CRACOLICI



L'assessore regionale all’agricoltura e alla pesca on. Antonello Cracolici a margine del seminario “Le opportunità offerte dal FEAMP per lo sviluppo della marineria di Licata” tenutosi a metà del mese scorso a Licata nella sala del Carmine, al quale ha partecipato anche il sindaco Cambiano, ha incontrato un gruppo di agricoltori licatesi e gli ha comunicato di avere già trasmesso alla segreteria generale della giunta regionale di governo la proposta di ripartizione delle somme relative all'art 57 della L.R. n 3/2016 per i danni subiti dalle imprese agricole di Licata per la tromba d'aria del 10 ottobre 2015. Si tratta di €1.200.000,00 che saranno deliberate dalla prima giunta regionale di governo utile e subito dopo, gli uffici provinciali ………………….

l'articolo a pagina 3 del giornale
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POLITICA

DUE I CONFERMATI DELLA PRECEDENTE AMMINISTRAZIONE, TRA QUESTI DANIELE VECCHIO CHE È IL NUOVO VICE SINDACO. E’ RIMASTA NON ASSEGNATA LA DELEGA PER LA SANITÀ E L’IGIENE PUBBLICA

ECCO LA NUOVA GIUNTA DI CAMBIANO



Lo scorso 8 novembre, dopo 41 giorni dal licenziamento della giunta formata all’atto del suo insediamento a Palazzo di Città, Angelo Cambiano ha nominato i nuovi componenti la Giunta Municipale che hanno subito prestato giuramento, presente il segretario generale del Comune, dott.ssa Giovanna Italiano. Della precedente ha confermato solo l’avv. Daniele Vecchio (classe 1982) e Vincenzo Ripellino (classe 1979, nato a Palermo), funzionario dell’Asp di Agrigento, mentre ha mandato a casa Montana che aveva anche la delega di vice sindaco, Sambito, Xerra e Carità, che sono stati sostituiti, dopo il cortese ed elegante diniego del dott. Ennio Ciotta, primario del reparto di cardiologia del San Giacomo D’Altopasso, e dall’arch. Chiara Cosentino, già assessore all’urbanistica nella giunta di Angelo Balsamo, che hanno preferito lavorare nel settore in cui operano, da Davide la Giglia, architetto (classe 1978), Adriano Damanti, architetto (classe 1959), proposto dal gruppo consiliare “Italia civile popolare”, Giovanni Battista Maria Cellura, detto Luigi (classe 1971), commercialista, vicino al governatore Crocetta e dalla Sig.ra Annalisa Gianchetti, nata a Ferrara, ex ispettore capo in quiescenza della Polizia di Stato che ha risolto a Cambiano il vincolo della quota rosa da rispettare. Ecco le deleghe assegnate ai componenti la nuova giunta municipale:………………………………

l'articolo a pagina 4 del giornale
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ATTUALITA'

IN CASO DI NON APPROVAZIONE, IN VIRTÙ DELL’ART. 5 DELLA L.R. N. 17/2016 PROVOCHEREBBE LA DECADENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE, DEL SINDACO E DELLA GIUNTA

BILANCIO PREVISIONALE 2016. SIAMO ALLE
SOLITE: SARÀ ANCORA UN CONSUNTIVO?



Si è aperto un gran dibattito su Facebook, - nuovo luogo della politica locale che impropriamente sembra sostituire il palazzo di città - fra chi sostiene che il prossimo bilancio di previsione 2016/2018 del Comune di Licata (di cui ancora non c'è traccia) non debba essere approvato dal Consiglio Comunale ed il Sindaco Angelo Cambiano che ovviamente difende il suo operato. La mancata approvazione del bilancio (che sembrerebbe contenere nuove somme aggiuntive per le demolizioni), in virtù dell’art. 5 della Legge Regionale n. 17/2016 provocherebbe la decadenza del Consiglio Comunale e del Sindaco con la Giunta. Una nuova previsione legislativa correttamente nata per responsabilizzare Sindaco, Giunta e Consiglio in materia di bilancio e che invece potrebbe essere il grimaldello per aggirare l’istituto della sfiducia. Come è facile immaginare la vicenda delle demolizioni degli immobili abusivi tocca la carne viva della comunità che nella connivenza generale ha conosciuto uno sviluppo edilizio ed anche economico costruito in buona parte sull'abusivismo, divenuto prassi accettata quasi da tutti. Un concetto difficile da comprendere in Italia ma che i licatesi e i siciliani conoscono bene e a cui non si può più fare l'occhiolino. Il problema esiste ed il giovane sindaco Cambiano lo ha affrontato con il piglio di chi costretto dalla magistratura vuole fare rispettare le sentenze e ripristinare la legalità. Un legalitario suo malgrado o per costrizione…………………

l'articolo a pagina 5 del giornale
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PRIMO PIANO

LA PROCURA DI AGRIGENTO AVEVA FATTO PORRE I SIGILLI SU TUTTI I CANTIERI ABUSIVI. 3.500 LE CASE ABUSIVE GIÀ REALIZZATE. UN PIANO REGOLATORE OPERATIVO, MA DA ANNI CHIUSO NEI CASSETTI, L’EX HALOS DA SETTE ANNI CON 470 DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE, L’ATTIVITÀ PORTUALE BLOCCATA, L’AGRICOLTURA E LA PESCA IN CRISI. LA CITTÀ MAL GOVERNATA DA UNA CLASSE POLITICA INETTA E DA UNA D.C. FRANTUMATA IN MILLE CORRENTI E SPACCATA IN CONSIGLIO COMUNALE. LA PROTESTA SI TRASFORMÒ IN GUERRIGLIA URBANA. DECINE I FERITI TRA FORZE DELL’ORDINE E DIMOSTRANTI. 11 GLI ARRESTATI E DECINE DI MINORI DENUNCIATI A PIEDE LIBERO. ARRIVERÀ UN CONDONO EDILIZIO, MA LE CASE COSTRUITE QUASI SUGLI ARENILI E SUGLI SCOGLI NON SONO STATE MAI SANATE. SONO TRASCORSI DALL’ALLORA 33 ANNI E NON È CAMBIATO NULLA, ANZI TUTTO È PEGGIORATO

15 DICEMBRE 1983 PER PROTESTARE CONTRO
LA DISOCCUPAZIONE E IL BLOCCO DELL’EDILIZIA


una rievocazione di Calogero Carità


Era il giovedì di 33 anni fa, quando a Licata si proclamò lo sciopero generale per protestare contro la crisi che aveva attanagliato tutti settori produttivi ed aveva creato un interminabile esercito di disoccupati, oltre 2.000, più della metà appartenenti al settore dell’edilizia. Precisamente era il 15 dicembre del 1983. Dal 26 settembre sindaco della città era il geom. Lorenzo Termini, una lunga militanza nella Cisl, dal 1963 al 1980, come sindacalista e dal 1961 nella D.C., da sempre vicino alla corrente frozanovista dell’on. Giuseppe Sinesio e dal 1980 al 1982 assessore provinciale con la giunta presieduta da Michele Curella. Termini era subentrato a Giovanni Saito, moroteo vicino alle posizioni dell’on. Gaetano Trincanato, deputato all’Ars, che era stato eletto sindaco nel mese di maggio precedente. Lorenzo Termini la D.C. era a capo di una maggioranza eterogenea, formata da 9 democristiani dissidenti, comunisti, socialisti, un ex missino e un indipendente, mentre l’altra parte, costituita da 14 democristiani scelse di stare all’opposizione. Questa composita amministrazione era nata all’ultimo dalla spaccatura all’interno della D.C., che nelle ultime elezioni politiche aveva rastrellato il 48% dei voti, quando era stato già raggiunto l’accordo per un bicolore con il Psdi. Lorenzo Termini, che aveva in consiglio comunale come oppositore accanito Giovanni Saito e il suo partito che ne sconfessava quotidianamente l’operato, si trovò a fronteggiare un situazione economica, sociale ed occupazionale da tempo in crisi e che rischiava di scoppiare da un momento all’altro…………………………………

l'articolo a pagina 8 e 9 del giornale
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I PAESI SI SVUOTANO

LA FUGA DEI “CERVELLI …E DELLE BRACCIA


di Carmelo Pullara


Ad Agrigento ci sono 97 residenti all’ estero ogni mille residenti in città, 88 su mille a Gela, mentre per Licata il dato si alza a 386 ogni mille. Seguono città come Favara, Palma, Aragona: partono interi nuclei familiari, non più il singolo “in avanscoperta”. A Licata i cittadini che sono andati via sono in sostanza circa 16.000 e la provincia la segue con dati altrettanto allarmanti. Perdiamo giovani che si sono formati a spese del SUD per arricchire economicamente e culturalmente il Nord e l’estero. La FUGA coinvolge coloro che vogliono mettersi in gioco dopo un percorso formativo eccellente e i talenti semplici, le braccia, la gente che non vede più un futuro per i propri figli e lascia i campi e la pesca in cerca di guadagni dignitosi ed una vita migliore. Se questa è l’analisi del problema, occorre capire ed agire per cambiamenti strutturali, morali, politici ed organizzativi che ridiano speranza e risorse ai tanti giovani e alle loro famiglie che partono per mai più tornare. E mentre i pochi agricoltori/EROI rimasti dopo la tromba d’aria si chiedono come pagare la plastica per mettere su le serre che accoglieranno i prodotti della terra,………………………

l'articolo a pagina 9 del giornale
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CULTURA & SOCIETA’

E’ PROFESSORE ASSOCIATO DI STORIA DEL TEATRO ALL’UNIVERSITÀ DI PALERMO E SI È DISTINTA PER I SUOI STUDI SULLA DRAMMATURGIA, SULLA RECITAZIONE E SULLA REGIA

ALLA PROF.SSA ANNA SICA IL PREMIO 'FIMIS UNA VITA PER L’ARTE'



La professoressa Anna Sica, licatese, docente di Discipline dello Spettacolo dell’Università degli studi di Palermo, è stata insignita lo scorso 19 ottobre del premio “Fimis Una vita per l’arte', attribuito storicamente a grandi personalità del panorama culturale italiano, tra le quali, nel 1991, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un prestigioso riconoscimento per la professoressa Sica con una motivazione molto ben argomentata da parte della Giuria: 'Con Anna De Domenico Sica, professoressa di Storia della Regia e di Storia della Recitazione presso il D¬ipartimento di Scienze Umanistiche dell'Un¬iversità di Palermo, la drammaturgia si po¬ne, in virtù del suo lavoro critico, nella sua più pertinente valenza storico-filologica. Si deve ad Anna Sica la ricostruzio¬ne, attraverso sue ricerche condotte a Cam-bridge nel 2007, della biblioteca della Duse, del suo epistolario con D'Annunzio e Boito, ridisegnando, così, i molteplici aspetti dusiani. I suoi interessi per la Commedia dell'Arte, per la danza orientale, per la drammaturgia russa e statunitense, per il rapporto tra rec¬itazione e poesia, si condensano in valorosi saggi: da UptownDowntown:New York Theatre from Tradition to Avantgarde a The Murray Edwards Du¬se Collection ad Eleonora Duse tragica sapiente; e, com autrice, per il New Butoh Drammatica, d'un emotivo Lacrime.

l'articolo a pagina 10 del giornale
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DONNE & CULTURA

ERANO NATE TUTTE A MARSALA. TRE DONNE SICILIANE, TRE PARTIGIANE

FRANCA ALONGE, BICE CERÈ E GRAZIA MENINGI:



di Ester Rizzo


Franca Alonge venne al mondo il 22 Agosto del 1927. Era una ragazzina dal carattere introverso e molto studiosa. A soli diciassette anni, una sera d’estate, mentre ascoltava alla radio la voce gracchiante del generale fascista Rodolfo Grazia che invitava la popolazione a denunciare ed anche ad uccidere i “banditi”( partigiani), prese una decisione: annunciò a tutta la famiglia di voler partire per dare il proprio contributo alla lotta partigiana. Pur se addolorati, i familiari rispettarono la sua scelta. Franca diventò una staffetta partigiana nella zona delle Langhe. E lì morì l’undici gennaio del 1945. Sua madre,dopo la Liberazione, andò a cercarla: non sapeva che era stata uccisa in un agguato. Bice Cerè era nata sempre a Marsala il 10 settembre del 1925. Fu una militante della 62esima brigata “Camicie rosse di Garibaldi”. La base partigiana nella quale operava fu bersaglio dei nazisti. Bice rimase ferita a causa di un attacco da parte di paracadutisti tedeschi. Riuscirono a trasportarla all’ospedale di Firenze ma, purtroppo, lì finì la sua vita……………………………

l'articolo a pagina 11 del giornale
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SCRITTORI LICATESI

EDITO DA NAVARRA, CURATO DA ESTER RIZZO E PREFATO DALLA VICE PRESIDENTE DEL SENATO VALERIA FEDELI, SARÀ PRESENTATO IL 9 DICEMBRE NELLA BIBLIOTECA “LUIGI VITALI”

LE MILLE: I PRIMATI DELLE DONNE



In uscita dal 1 Dicembre in tutte le librerie il nuovo libro curato della scrittrice licatese Ester Rizzo, “Le Mille. I primati delle donne”, già autrice di “Camicette bianche. Oltre l’8 marzo”, con la prefazione di Valeria Fedeli, Vice presidente del Senato. Stampato per Navarra Editore in Palermo (pp. 400, Euro 20,00 ), si tratta di un appassionante compendio che si prefigge di raccogliere in un’unica opera le vite e le peripezie delle mille donne che per prime sono riuscite, in un mondo dominato da stereotipi e che avrebbe voluto tarpare loro le ali, a raggiungere cariche, titoli e primati fino a quel momento prerogativa maschile. Le donne, infatti, sono state sempre “maltrattate” dagli uomini illustri della Storia, basti citare Aristotele che teorizzò la loro inferiorità sia fisica che psichica, affermando che la cosa migliore per una donna era quella di restare confinata tra le mura domestiche; o Tommaso d’Aquino che, nella Summa Theologica la definisce un “maschio fallito”. E per tanti altri, fino ai nostri giorni, le donne sono persone inaffidabili perché in preda alle passioni, sono volubili, frivole, provocatorie; la loro funzione dovrebbe solo essere quella di procreare e allevare la prole. Ma, in verità, sono state scienziate, artiste, atlete. Da Ipazia a Samantha Cristoforetti, dall’Antico Egitto fino al moderno Occidente, il libro ripercorre la storia dell’intera umanità scandagliando le vicende di ogni branca possibile del sapere da un nuovo punto di vista. Tappe importanti della storia, spesso dimenticate e messe in ombra, alle quali vengono dati nuova luce e significato, per non dimenticare la tanta strada fatta nella lunga lotta al cambiamento culturale e alla concezione della donna. Una lotta ancora in corso. Un libro sulle donne, dunque, scritto interamente dalle donne. Il frutto di un’intensa collaborazione femminile. ………………………

l'articolo a pagina 11 del giornale
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SOCIETA' & CULTURA

SOLEVA DIRE PIETRO NENNI: “A FARE A GARA A FARE I PURI, TROVERAI SEMPRE UNO PIÙ PURO…..CHE TI EPURA”

CAOS, COESIONE E … 5 STELLE



di Carlo Trigona


Alcune domande importanti per capire origine ed evoluzione di quello che universalmente è conosciuto come MoVimento 5 stelle. Perché è nato? Che forma di organizzazione si è dato? Quali le prospettive? Cominciamo col dire che certamente nasce come movimento di protesta all’inizio della crisi in cui l’Italia è stata fatta sprofondare da congiunture economiche internazionali e di denuncia nei confronti della corruzione politico-sociale. Inizialmente senza teorie, né organizzazione, ma col precipuo scopo di provocare un catartico sommovimento nella popolazione, un moto di ribellione nei confronti dell’andazzo. Si distribuivano, più che altro, comportamenti di rifiuto nei confronti della stampa ufficiale e di tutte le forme di comunicazione in genere, ritenute asservite al potere. Grillo conduceva contemporaneamente il suo popolo lungo percorsi di personalizzazione mediatica, caratteristica storica dei movimenti populisti (l’attraversa- mento a nuoto dello stretto di Messina da parte del superuomo, l’organizzazione dei giorni del vaffa, con richiami al linguaggio del Giannini qualunquista, e via dicendo.). Poi, lungo la strada di Damasco, l’incontro con Casaleggio, un brillante visionario fiducioso nelle possibilità di internet di cambiare il mondo, fa ribaltare tutto. Grillo,che fino a quel momento faceva a pezzi il computer durante i suoi spettacoli, viene fulminato dalle sue idee. Gradualmente gli strumenti di comunicazione vengono invasi e padroneggiati dai nuovi avventori e si passa, così, dalle arringhe satirico-grottesche del tribuno del Vaffa Day alla fondazione del MoVimento e con esso alla ricerca di strumenti di partecipazione che vorrebbero rifarsi ad una forma di democrazia…………………

l'articolo a pagina 12 del giornale
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PERSONE E LUOGHI DI LICATA

LA DROGHERIA PISCIOTTA



di Anna Bulone


In una vecchia rivista del ’59 si leggeva: “Ogni Paese ha il suo vento, ogni Terra si riconosce dal modo in cui respira, è il fiato che schiarisce le foglie degli ulivi, gonfia le chiome degli alberi, liscia le pietre dei muri e l’intonaco delle case, arruffa i capelli, pulisce il cielo nei giorni più torbidi, è l’alito stesso di quella terra, il suo profondo respiro”. Ogni terra ha il proprio vento, anche quello della memoria, che trasporta e rispolvera luoghi, volti, ricordi che i digitali nativi delle nuove generazioni non possono conoscere. Luoghi vivi, perimetri di storia limitati da corsi e strade adesso quasi deserte, che hanno fatto da guida al calpestio del viavai frenetico o lento delle processioni e delle camminate. Ponte, Carmine e Matrice, il triangolo del centro storico, così erano comunemente appellati Corso Umberto, Corso Roma e Corso Vittorio Emanuele e proprio in prossimità di quest’ultimo, adiacente al tabacchino Costanza e alla gelateria di Alfonso “don palidda”, sorgeva l’insegna della Drogheria Pisciotta. Originariamente, intorno agli anni ’40, la drogheria era gestita dal Signor Ciro e aveva aperto i battenti come bottega commerciale di generi alimentari e come rivendita di alimenti dolciari, prodotti nell’attigua pasticceria. La vendita comprendeva beni di prima necessità, in un periodo in cui si vendeva pasta sfusa a peso e la stessa si poteva trovare solamente in quattro o cinque formati. La qualifica di drogheria si riferiva prevalentemente alla grande varietà di spezie e di tutto l’occorrente necessario per la preparazione dei dolci di una volta. Farine (anche quella maiorca e di latte), zucchero, decorazioni, l’alcol Tutone, le varie essenze Bertolini per la preparazione del liquore tipico “u rosoliu”, le mandorle “a ‘ntrita”, tutto il necessario per i tipici minnulati, mastazzoli, tutù e rami meli del periodo natalizio…………………..

l'articolo a pagina 13 del giornale
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EVENTI'

AL TEATRO “RE GRILLO” LA MADAMA BUTTERFLY. OSPITE D’ONORE L’ANCHORMAN TELEVISIVO GIAPPONESE UETAKU DOMISO. UNA TROUPE DI CANALE 3 GIAPPONE HA SEGUITO L’EVENTO

E’ TORNATO IL MASTER CLASS
DEL MAESTRO VITTORIO TERRANOVA



Anche l’edizione 2016 del Master Class, lo straordinario evento voluto e organizzato dal Maestro Vittorio Terranova, tenore di livello internazionale, già docente del Conservatorio di Milano e direttore due scuole di canto lirico in Austria ed in Giappone. è stata piena di emozioni. Quest’anno con la regia del maestro Terranova, coadiuvato dal Direttore della Programmazione, la bravissima soprano Eriko Sumiyoshi, dal responsabile musicale Davide Dellisanti e dal direttore Takehiro Wada, nelle giornate del 25 e 26 novembre è stata portata sulla scena del Teatro Comunale “Re” la Madama Butterfly, tragedia giapponese in tre di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Mantenendo lo stile e la straordinarietà già mostrata nelle edizioni precedenti sono arrivati al Teatro “Re” artisti da tutte le parti del mondo, allievi del Maestro Terranova, reduce da due Premi nazionali ritirati in Puglia per la sua incredibile carriera e per la sua capacità nel formare giovani di talento. Dal Giappone sono arrivate oltre settanta persone che fanno parte di un coro che si è esibito nelle due serate. Insieme a loro la troupe della televisione nazionale giapponese Canale 3 e uno degli anchorman più seguiti in terra d’oriente Uetaku Domiso. ……………………………

l'articolo a pagina 14 del giornale
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SPORT & VARIE

DALLA 'FINTA ANTIMAFIA' ALLA 'ANTIMAFIA PAROLAIA'

IL TEMPO È GALANTUOMO!!!!



Ero già intervenuto sull'antimafia di facciata, definendola parolaia, e oggi intendo parlare di un chiaro esempio di 'finta antimafia' che, a nome della legalità, tenta di liberarsi degli avversari politici o di coloro i quali semplicemente 'dissentono' nel pensiero e nei fatti. Gli uomini della 'Antimafia parolaia' usano aggressioni mediatiche o peggio ancora giudiziarie trovando, per fortuna e sempre meno spesso, uomini delle istituzioni compiacenti e complici di un disegno volto all'eliminazione dell'avversario politico o del semplice dissenziente. Il quotidiano 'La Repubblica', cronaca di Palermo, edizione del 14 novembre, riporta delle notizie sul cosiddetto 'caso delle assicurazioni nella Sanità' che fu motivo di un attacco violentissimo, rivolto alla mia persona, da parte del Governatore Crocetta e dei piccoli personaggi cui si circondava e a cui affidò il compito di infierire. Consequenzialmente risposi non solo mediaticamente ma soprattutto con accurati esposti alla Procura della Repubblica di Palermo ed alla Procura Regionale della Corte dei Conti. Il Governatore, oggi per fortuna al capolinea, con a fianco i suoi fedeli scudieri, decise di non nominarmi Direttore Generale, pur essendo stato valutato, per ben tre anni di fila di mandato, in qualità di Commissario Generale dell' Arnas Civico si Palermo 'Primo in Sicilia' con una pagella in positivo pari al 95% (Valutazione Agenas - Ministero della Salute e valutazione VI Commissione Sanità all'ARS). Da non sottovalutare altresì il fatto che rientrassi, a seguito di apposita prova selettiva e dunque di diritto, tra i circa 70 idonei a rivestire la carica di Direttore Generale. …………………….

l'articolo a pagina 15 del giornale
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