GRACI DOPO LE DIMISSIONI DI SCRIMALI NOMINA IL SUO 31° ASSESSORE. E MENTRE LA CRISI CRESCE, SI INASPRISCE LA VERTENZA CON LA DEDALO AMBIENTE E SI VA AD APPALTARE A PRIVATI IL SERIVIZIO RISCOSSIONE TRIBUTI. I PARTITI, ASSENTI, CONTINUANO NEL LORO LUNGO LETARGO
E CCHI SEMMU SURDI E MUTI...
di Calogero Carità
Calogero Scrimali, uno dei pilastri della giunta Graci ed uno dei più solidi amici del sindaco, ha lasciato lo scorso 12 aprile l’Amministrazione Comunale, rimettendo le sue deleghe. Ha lasciato perché si è astenuto nella votazione sull’atto di indirizzo che Graci ha fatto approvare dalla giunta, nonostante il parere negativo del segretario generale del Comune, dott.ssa Caterina Moricca. Ma nella conferenza stampa che è seguita alle dimissioni, irrevocabili, di Scrimali, Graci, nel ringraziarlo, ricorrendo ad un cliché stantio che ormai conosciamo, ha lasciato intendere che il suo caro amico non aveva lasciato solo per dissensi sull’atto di indirizzo per il recupero degli oneri concessori per la costruzione del porto turistico, ritenuto illegittimo dalla dott.ssa Moricca e di stretta competenza dirigenziale, ma per ben altri motivi che, ovviamente, come è suo costume, ha omesso di riferire. Ed ha proceduto prontamente, venendo meno al rispetto della legge che gli impone da subito di ridurre gli assessori da otto a sei, a nominare assessore Roberto Alaimo, vicino alla sua corrente politica, a cui ha assegnato le delicatissime deleghe sui servizi comunali di protezione civile, sull’ambiente e sulla sanità, delega quest’ultima che era del vice sindaco Giuseppe Arnone. Alaimo dovrebbe essere, ormai abbiamo perso il conto, il 31° assessore nominato da Graci nel corso della sua travagliata, discussa e mediocre gestione amministrativa. Questa nomina, disattendendo, oltre alla legge, anche l’invito del commissario straordinario Terranova a ridurre gli assessori, è un ulteriore atto di arroganza e di presunzione di questa amministrazione, comportamenti che Scrimali non ha voluto più condividere. Abbiamo, infine, condiviso pienamente il contenuto del manifesto che l’assessore Paolo Licata ha fatto affiggere lo scorso 27 marzo in risposta alla notizia di stampa, non firmata, apparsa sulla edizione agrigentina del 23 marzo di un quotidiano siciliano, riferita ad una vicenda giudiziaria personale e familiare, per nulla grave, di ben sette anni fa, del cittadino Paolo Licata. Un fatto che sicuramente non meritava e non avrebbe dovuto meritare l’onore della cronaca in quanto privo di pubblico interesse. Quanta gente ha guidato e continua a guidare a Licata senza casco, quante querele vengono archiviate tutti i giorni. Se la stampa dovesse occuparsi di queste inezie, chissà quante pagine di giornali si riempirebbero.
l'articolo a pagina 6 del giornale
LA SPIAGGIA DELLA GIUMMARELLA COM’ERA
LA
SPIAGGIA DELLA GIUMMARELLA COM’ERA
Quella che la bellissima foto riproduce è la spiaggia della Giummarella prima
dell’apertura del cantiere per la costruzione del cosiddetto porto turistico che
ne ha completamente modificato il sito e il profilo costiero. Gran parte dello
specchio di mare è stato seccato con tonnellate di pietre e terriccio per
ricavarne spazio edilizio e dove c’era il biondo arenile che fu la spiaggia per
eccellenza dei licatesi per oltre sett’anni, ora sta sorgendo un mega centro
commerciale ed un borgo di ville a schiera, impropriamente dette “cabine
marittime”. Il centro commerciale, che nel progetto originario avrebbe dovuto
servire solo il “borgo marinaro”, date le modifiche apportate al progetto e alle
nuove dimensioni assunte, sarà aperto alla città e al territorio. In sostanza su
terreno demaniale, eccezionalmente concesso per oltre novant’anni dalla Regione
Siciliana, si sta realizzando un busines che nulla porterà alle casse del Comune
che pare abbia esentato i costruttori dell’opera dal pagamento dei relativi
oneri urbanistici. Un Comune, il cui bilancio rischia il dissesto, ha potuto
permettersi questo grande atto di generosità. Da qual che comprendiamo, vista
l’esigua distanza dei fabbricati dalla battigia, qualcuno nel silenzio avrà
concesso anche un’ampia deroga alla legge Galasso recepita dall’Ars con maggiore
rigorosità a tutela e a salvaguardia delle coste siciliane. Deroghe che
ovviamente non varranno mai per quei sfortunati e/o ben avveduti cittadini che,
sfidando le leggi di tutela, hanno edificato all’interno dei 300 metri di
rispetto previsti dalla legislazione regionale, ragion per cui non potranno mai
sanare le loro costruzioni. Ma, al di là di tutto ciò, considerato anche che
nessuno degli enti preposti, nonostante le proteste e le denunce abbiano voluto
certificare se esiste o meno un impatto ambientale in ciò che si sta facendo a
Giummarella, ci auguriamo almeno di vedere al più presto funzionante il porto
turistico di Marina Cala del Sole.
Facebook
ABBONAMENTI
CAMPAGNA ABBONAMENTI 2012
Abbonati a La Vedetta. Per un'informazione libera e apartitica a salvaguardia della nostra città di Licata. Sostieni una iniziativa culturale che compie trent’anni di attività.
Nonostante tutte le incertezze che incombono sul nostro futuro (aumento dei costi di produzione, aumento delle tariffe postali senza che il servizio diventi più efficiente, crisi economica con conseguente diminuzione del potere d’acquisto dei salari), Vi chiediamo un abbonamento da SOSTENITORE. Se siamo arrivati al 30° anno lo dobbiamo a Voi LETTORI e a tutti gli ABBONATI. Grazie.
La stupenda villa che il cav. Urso fece edificare per sè, la sua famiglia e i suoi discendenti a cavaliere dell’ameno e paesaggistico terrazzo di Monserrato, dopo decenni di abbandono e di degrado che avevamo messo a serio rischio la sua stabilità e conservazione, è stata salvata grazie all’intervento di un privato cittadino che l’ha acquistata, ridotta quasi ad un rudere. Si sta, infatti, procedendo al suo consolidamento e al suo restauro recuperando i suoi originali e pregevoli ornati, grazie ad antiche foto pubblicate sui testi di storia locale e ai dettagliati disegni e rilievi eseguiti dall’arch. Salvatore Cipriano.
RIPRENDE A FUNZIONARE L'OROLOGIO DELLA TORRE CIVICA
Lo storico orologio del Palazzo di Città, il 24 aprile scorso, dopo un lunghissimo periodo di inattività, dovuto a problemi tecnici e ad un lungo iter amministrativo, ha ripreso a segnare le ore. Quanto prima, appena saranno completati e affidati i lavori ad una ditta specializzata del settore, torneranno anche a suonare le campane della torre civica che scandiscono le ore ed i quarti d’ora. Quelle campane che resero famoso il giornalista americano Jhon Hersey che fece rivivere il Palazzo di Città con la sua torre civica nel libro “A bell for Adano” (Una campana per Adano), premio Pulitzer. Palazzo civico che divenne anche il luogo di azione dell’omonimo film.
L’INCHIESTA - PORTO TURISTICO ‘MARINA DI CALA DEL SOLE’
PORTO TURISTICO: PER GRACI GLI ONERI URBANISTICI VANNO PAGATI
di Calogero Carità
Si è riaccesa la disputa sugli oneri di urbanizzazione sulla parte commerciale del porto turistico e Graci e la sua giunta non hanno dubbi: la richiesta per il pagamento degli oneri di urbanizzazione del porto turistico, per la parte attinente l’area commerciale, sarebbe regolare e legittima. E’ stato ribadito nella conferenza stampa tenuta lo scorso 20 aprile sia dal Sindaco che dall’assessore al bilancio Salvatore Avanzato, forti due distinti pareri del 21 luglio 2011 del dott. Sergio Gelardi, dirigente generale del dipartimento regionale urbanistica dell’assessorato regionale territorio ed ambiente e dell’avvocato generale Romeo Palma dell’ufficio legislativo e legale della Presidenza della regione Siciliana del 18 agosto 2011, prot. 26113.
Il primo, in considerazione di un esposto ricevuto dal Comune di Licata, nel quale l’Amministrazione attesta che “non possa essere riconosciuta la natura giuridica di opera pubblica né quella di interesse generale, con la conseguente soggezione, dell’impresa realizzatrice all’obbligo di versare per tali interventi i dovuti oneri di urbanizzazione”, avendo tra l’altro realizzato “un centro commerciale” ed “unità immobiliari (vere e proprie ville)”, riferisce “che la sentenza n. 3359 del 29 maggio 2009 della sez. V del Consiglio di Stato, richiamando un consolidato indirizzo giurisprudenziale, conclama che l’esclusione dell’obbligo di versare gli oneri va riconosciuto solo agli enti pubblici, ovvero ai privati che però agiscono senza scopo di lucro o in forza di un legame con la Pubblica Amministrazione volto alla cura di interessi pubblici”. Il secondo, in risposta al dott. Galardi, ha espresso “avviso negativo in ordine al rilascio della concessione edilizia gratuita avanzata da un soggetto privato, titolare di concessione demaniale, per la costruzione di opere edilizie comprese nel progetto più ampio di realizzazione di un porto turistico”.
''NON POTEVO VOTARE UN ATTO RITENUTO ILLEGGITTIMO''
a cura della Redazione
Calogero Scrimali si è dimesso dalla carica di assessore dopo due anni di intenso lavoro a fianco del sindaco Angelo Graci. Un matrimonio durato due anni, nel corso dei quali Scrimali ha sostenuto con tutte le sue forze il sindaco Graci anche quando era esiliato a San Leone, ivi costretto da provvedimento restrittivo, in seguito all’affaire che lo ha visto coinvolto accusato di avere intascato una mazzetta assieme alla ex assessore Tiziana Zirafi e all’ex vice presidente del Consiglio Comunale Nicola Riccobene.
Le dimissioni di Scrimali sono arrivate subito dopo il rifiuto di votare favorevolmente la delibera di Giunta del 12 aprile avente per oggetto “Realizzazione di un porto turistico Marina di Cala del Sole. Pagamento degli oneri concessori. Atto di indirizzo.”
Nello specifico la Dott.ssa Caterina Moricca, Segretario Comunale del Comune di Licata, portava a conoscenza dell’Organo esecutivo che tale deliberazione “è viziata da gravi irregolarità amministrative ed illegittimità. […] che la proposta di che trattasi è priva del parere di regolarità tecnica, nonché è priva della firma del Resp. del provvedimento, anche relativamente alla dichiarazione di ammissibilità.” Non solo “il Segretario Generale fa presente che l’atto di che trattasi è illegittimo in riferimento all’art. 4 del D.Lgs. 165/2001 s.m.i., in particolare in riferimento ai commi 2 e 3, che testualmente recita “Ai dirigenti spetta l’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, nonché la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo. Essi sono responsabili in via esclusiva dell’attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati.
l'articolo a pagina 3 del giornale
POLITICA
TRA INCONGRUENZE E CREDIBILITA'. DOPO TANGENTOPOLI NULLA E' CAMBIATO
CICALE E FORMICHE, MA NON E' UNA FAVOLA
a cura della Redazione
Bersagliata costantemente da fantasiose elucubrazioni, che pretenderebbero di far apparire coerenti scelte, ragionamenti e giustificazioni che tali non sono, l’opinione pubblica attuale rappresenta la spettatrice di un teatro dell’assurdo del quale, forse non incolpevolmente, ha contribuito negli anni, col proprio sostegno e col proprio voto, a scriverne i contenuti. In campo economico le novità non sembrano rilevanti: manovre su manovre e aumento della pressione fiscale, che in pieno clima di recessione rischiano di trasformare la crisi economica in crisi sociale, mentre le solite facce di circostanza, che a telecamere spente svaniscono dietro i propri portafogli pieni, inviolati e inviolabili, ripetono la giaculatoria dei necessari sacrifici (degli altri). Il nuovo governo sta attuando una politica di risanamento molto dura per le fasce di reddito medio basse, al fine di risollevare (ma non può esserci crescita se i capitali non circolano) l’economia dell’Italia, quella reale prodotta da chi fatica, cui fa da contraltare un mercato o mercimonio sommerso che sottrae linfa vitale.
Secondo i dati resi noti dal rapporto annuale della Guardia di Finanza 2011, durante le varie attività d’intervento sono stati 12.000 i soggetti denunciati nell’ambito delle indagini sulle frodi e i reati fiscali, 902 milioni di euro le somme immediatamente sequestrate ai responsabili di reati e due miliardi di euro l’iva evasa a seguito di quei meccanismi chiamati frodi carosello. L’agenzia delle entrate ha comunicato che ammonterebbe complessivamente a 120 miliardi di euro la cifra relativa all’evasione fiscale e a 60 miliardi di euro il costo annuale della corruzione in Italia. Indebite percezioni che creano un vortice di denaro difficile perfino da immaginare, per chi non ha un lavoro e per tutti quei salariati, pensionati, stipendiati, cassintegrati e precari abituati a ragionare con cifre a due o tre zeri. Sommando questi dati si ottiene un’economia dopata, che continua a piegare l’intero Paese all’illegalità.
l'articolo a pagina 4 del giornale
ATTUALITA'
IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA DATO IL VIA LIBERA ALLA REALIZZAZIONE DEL PRIMO PARCO EOLICO IN SICILIA. I SINDACI DEI COMUNI INTERESSATI SI OPPORRANNO ?
SI AL PRIMO PARCO EOLICO OFF SHORE IN SICILIA
di Salvatore Licata
Apprendiamo dalla stampa che, in una nota di Palazzo Chigi “E’ stata valutata positivamente la compatibilità ambientale ed è stato giudicato coerente con gli obiettivi del Piano di azione Nazionale per le energie rinnovabili, il Progetto di parco eolico off- shore” da realizzare a due/tre miglia marine, davanti alla spiaggia antistante il Castello di Falconara. Se questa è la notizia, se ne deduce che ai “tecnici” al Governo poco importa della volontà popolare che, molto chiaramente ed in più occasioni, hanno espresso la loro chiara e netta volontà contraria alla realizzazione di parchi eolici off – shore le popolazioni del territorio su cui ricade lo stesso. Lo hanno detto a livello locale, provinciale ed anche regionale. Lo hanno detto associazioni e lo hanno detto istituzioni, ma evidentemente questo ai tecnici poco importa. Adesso la battaglia si fa molto più dura ed impegnativa e aldilà degli impegni di natura elettorale che possono verificarsi in questi giorni in alcuni comuni, pensiamo che questo argomento non possa che diventare parte integrante dei programmi elettorali dei candidati a sindaco, oltreché impegno fattivo dei sindaci e delle amministrazioni comunali uscenti nel rintuzzare tale decisione.
l'articolo a pagina 4 del giornale
Novità
ATTUALITA'
L'ANTIPOLITICA
L'IMMORALITA' DILAGANTE
di Gaetano Cardella
Il sistema politico italiano ormai è esploso. Le vergogne di questi giorni (lo scandalo della Lega in salsa Padana ma anche i soldi rubati nel partito di Rutelli) ci hanno fatto capire che il potenziale inquinante di denaro incontrollato è altissimo e ormai la gente si è schifata dei partiti, dei politici e di tutto il sistema che ci ha governato. In poche parole l’antipolitica ha preso il sopravento.
Ormai in Italia rischiamo di assistere a qualcosa che non ha più precedenti: l’implosione dell’intero sistema politico. La crisi della politica è più grave rispetto a quella che ha portato alla fine della prima repubblica.Gli ultimi sondaggi danno il movimento di Grillo tra l’8 e il 10 per cento; la percentuale degli astenuti raggiungerà cifre a due zeri.
Perché succede tutto questo?
Qualche politologo sostiene che la politica ormai balla sul Titanic, c’è il rischio di un astensionismo senza precedenti e di un populismo all’ennesima potenza.
Un tempo, quando scoppiava uno scandalo in un partito (es. PSI - DC- PDI-PSDI, etc. etc.), gli altri che apparentemente non erano stati coinvolti, quasi si rallegravano ne provavano soddisfazione. Oggi non è più così. Ora ogni scandalo, per l’opinione pubblica, riguarda l’intero sistema politico. Ciò che interessa un partito interessa l’intero sistema. E così gli ultimi sondaggi danno in grande ascesa il movimento di Grillo e l’astensionismo in fortissimo rialzo. Ormai il vecchio centrodestra che fino a poco tempo fa governava l’Italia non esiste più, come il PDL che lo stesso Berlusconi vorrebbe sostituire con un’altra sigla. Per cui ci dobbiamo rassegnare al ritorno dei vecchi tromboni che oggi si travestano da professionisti della buona amministrazione, salvatori della Patria, anche quando, in realtà, sono navigatissimi politici corrotti, incapaci e servi del potentato di turno.
Licata non farà eccezione. Il prossimo anno saremo chiamati al rinnovo del consiglio comunale ma anche all’elezione diretta del Sindaco.
l'articolo a pagina 5 del giornale
ANNIVERSARI
EROI E SIMBOLI DELLO STATO, VITTIME DELLA MAFIA
LA TORRE E DALLA CHIESA DUE VITE OLTRE L'OSTACOLO
di Gaetano Cellura
Un’escalation di morti ammazzati. Palermo come Beirut. Tra il 1979 e il 1984 cadono sotto il piombo mafioso magistrati, commissari di polizia, il superprefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, politici, giornalisti, cittadini innocenti. La società civile, il Pci, il sindacato, la Chiesa siciliana finalmente si mobilitano contro la furia sanguinaria della mafia. Il cardinale Salvatore Pappalardo, nell’autunno del 1981, tiene un’omelia di forte condanna. “Messa antimafia” scrivono i giornali. Provocando la sua reazione: “Una messa non è mai contro qualcuno”. Da dodici anni Pappalardo governava la Chiesa siciliana. E con uno stile pastorale opposto a quello di Ernesto Ruffini. “Non sono né presidente della Regione né sindaco né prefetto né presidente di provincia” disse quando s’insediò a Palazzo Arcivescovile. E in queste parole c’è il senso della sua “missione Palermo” e di quanto poco tenero sarebbe stato con quei potenti che avevano ridotto la politica, come scrisse sull’Ora Antonio Calabrò, a trama di potere e traffici di clientele. Sicilia terra difficile. Ma a consolidare la svolta della sua Chiesa contribuì poi la visita nell’isola di papa Wojtila, le sue parole chiare e forti: “Mafiosi pentitevi”. Nella Cattedrale di Palermo ad ascoltare l’omelia del cardinale Pappalardo c’era, quel giorno del 1981 in cui si celebrava la festa del Cristo Re, il segretario regionale del Pci Pio la Torre. Cinque mesi dopo, il 30 aprile del 1982, sarebbe stato assassinato dalla mafia. Cinque anni prima aveva proposto una legge antimafia rimasta nel cassetto e approvata solo dopo l’omicidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Conosciuta oggi come legge Rognoni-La Torre, introduceva il reato di associazione mafiosa, le indagini patrimoniali, la confisca dei beni di illecita provenienza. Strumenti che permisero poi di celebrare i grandi processi alla mafia. Nel 1981 si era chiusa l’istruttoria su “mafia e droga” scattata dopo l’omicidio del capitano dei carabinieri Emanuele Basile e condotta da Giovanni Falcone.
l'articolo a pagina 10 del giornale
CULTURA
IL MEDITERRANEO CAMPO DI BATTAGLIA NELLA GUERRA DEI CONVOGLI SIN DALLA PRIMAVERA DEL 1941
LE DISFATTE DELLA REGIA MARINA E I CADUTI LICATESI
di Carmela Zangara
Per la sua configurazione di mare in mezzo alle terre, lambendo i fronti bellici dell’Africa settentrionale, della Grecia e dell’Albania, durante la II guerra mondiale il Mediterraneo divenne “campo” di battaglia soprattutto nella cosiddetta guerra dei convogli. Storicamente meno appariscente, benché parallela a quella che si combatté, a ruoli rovesciati, nell’Oceano Atlantico, la guerra dei convogli ebbe il compito primario, di mantenere aperte le vie di traffico con la Quarta Sponda, la Libia.
Essa va divisa in più fasi che non analizzeremo, soffermandoci invece su quelle vicende che coinvolsero alcuni caduti licatesi.
Sin dalla primavera del 1941 la Regia Marina dovette subire una delle sue più disa-strose sconfitte al largo di Capo Matapan quando l’incrociatore Fiume - facente parte della I Divisione di stanza a Taranto - si portò nelle acque del Mediterraneo centrale per soccorrere il Pola che era stato silurato alle 19.50 da un aereo nemico con una bomba lanciata a soli 500 metri di distanza. Era il 28 marzo. Insieme al Fiume era stato richiamato sul posto anche l’incrociatore Zara. Ma il Comandante della Divisione italiana, ammiraglio Cattaneo con le due corazzate e 4 C.T., raggiunse il Pola soltanto alle 22.30 quando già sul posto, erano le navi avversarie.
Il convoglio italiano fu preso di mira. Il Greyhound mirò colle luci del suo proiettore il Fiume che, colpito da tiri di artiglieria, sbandò, si incendiò e infine si capovolse al largo di Capo Matapan. 813 i morti tra cui il licatese Casano Antonino fu Angelo classe 1919.
Pochi giorni dopo sempre in Africa Settentrionale, precisamente il 16 aprile del 1941, perse la vita il marinaio De Caro Salvatore di Francesco classe 1919 a bordo del cacciatorpediniere Lampo.
Il Lampo stava scortando un convoglio italiano, composto da cinque mercantili, che trasportava truppe in Africa Settentrionale.
l'articolo a pagina 12 del giornale
EVENTI
ACCOGLIENZA. COME SI PREPARA LA CITTA'
L'ESTATE E' ALLE PORTE
di Pierangelo Timoneri
Dopo un inverno all’insegna del freddo dove anche la nostra città in qualche maniera ha risentito delle basse temperature, è tempo ormai delle belle giornate primaverili che ci proiettano verso la stagione estiva. Le giornate lunghe ed assolate, il vento leggero e la natura che si risveglia ci annunciano l’arrivo della bella stagione che dovrebbe coincidere con il risveglio della città, assiepata nel torpore, nella rassegnazione e nel generale pessimismo che porta a pensare che nulla cambia, vedendo solo l’aspetto negativo che avanza.
Sono riflessioni di quanti, ormai sfiduciati, non guardano al futuro di una città che deve crescere e svilupparsi con il contributo dei suoi abitanti e non essere mortificata dalle azioni e dai gesti che si compiono e che offendono l’immagine e il buon nome di Licata, che da secoli ha meritato ammirazione per la sua illustre storia, per la sua privilegiata posizione geografica e per il suo notevole patrimonio artistico e culturale.
Questi elementi devono rappresentare il riscatto di Licata, in questo triste momento in cui la città sembra abbia perso la sua identità, il suo valore, la partecipazione dei propri cittadini alla vita politica e sociale, dove regna il vuoto e il disinteresse totale.
A questa categoria di pessimisti, si contrappone fortunatamente quanti amano e vogliono il bene di Licata, scagliandosi contro questo aspetto fatalistico che non giova certamente alla rinascita ed al risveglio della città. Sono persone, soprattutto giovani, che non vogliono vedere soccombere la propria città e, nonostante i tanti problemi che ogni giorno si devono affrontare anche per la risoluzione delle cose più elementari e semplici, si impegnano per essa.
Ed in prossimità dell’estate, ecco che ci si interroga di come sarà vissuta la calda stagione, quali programmi e progetti si svilupperanno, come e se la città sarà accogliente ed ospitale.
l'articolo a pagina 14 del giornale
SPORT
LICATA CALCIO - SVANITI PER POCO I PLAY-OFF- TISCIONE CAPOCANNONIERE
ORA DI DOVRA' PENSARE AL FUTURO
di Gaetano Licata
Dopo aver battuto la Valle Grecanica per 4 a 0, grazie ad una tripletta di Tiscione e alla rete di Scopelliti, lo stesso risultato con cui all’andata la formazione calabra aveva superato il Licata, i ragazzi di Peppe Balsamo si sono attestati a soli tre punti dalla griglia dei play off. Trentuno punti in 17 gare. E’ questo il bilancio della gestione Balsamo, quando mancano due gare alla fine del torneo. Con questa media, anche nel girone d’andata, il Licata sarebbe primo in classifica, nonostante il tecnico abbia dichiarato che avrebbe meritato qualche punto in più anche con la sua gestione.
Dopo aver conquistato la salvezza in anticipo, il nuovo obiettivo dei gialloblù è diventato raggiungere i play off. In mezzo c’è un avversario di tutto rispetto: la Battipagliese, che all’andata è stata la prima gara della gestione Balsamo, finita 3 a 3 dopo essere passati in vantaggio per 2 a 1 e sotto per 3 a 2. La gara più importante della stagione, però, ha deluso le attese, sapendo che la successiva trasferta contro il S. Antonio Abate, impegnata nella finale di Coppa Italia del 2 maggio, non avrà più importanza. La Battipagliese è riuscita ad infliggere la prima sconfitta casalinga della gestione Balsamo, escludendo i gialloblù dai play off grazie alla vittoria per 2 a 0. La Battipagliese si è dimostrata cinica e pronta a sfruttare le due sole occasioni della gara. Inutili sono stati i diversi tentativi creati nel corso della gara dai gialloblù per avere la meglio su un avversario ben messo in campo, compatto e organizzato. Quando mancano novanta minuti alla fine del torneo è svanito il sogno dei play off e nell’ultima gara della stagione contro il S. Antonio Abate il Licata cercherà di raggiungere quota 50.
L’obiettivo d’inizio stagione era la salvezza e averla conquistata in anticipo, dopo aver superato due crisi tecniche e messo in atto una rincorsa che ha portato i gialloblù dalla zona play out ai play off rappresenta un doppio miracolo.
l'articolo a pagina 16 del giornale
Login
Non sei ancora un membro? Clicca qui per registrarti.
Dimenticata la password? Richiedine una nuova qui.