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L'EDITORIALE

LA NUOVA GIUNTA MUNICIPALE ARRANCA


di Calogero Carità


Avremmo voluto questo mese non parlare né del sindaco né della sua giunta. Diciamo sua - gli assessori ci scuseranno - perché è chiaro a tutti che non rappresenta la volontà di noi licatesi. Ma al contrario Licata sta subendo un governo oligarchico peraltro autoreferente, considerato che opera in assenza del Consiglio Comunale che è la massima espressione democratica. Non avremmo voluto occuparcene e per non continuare a scaldare la solita minestra e anche perché il sindaco - pare che così sia stato consigliato dai suoi avvocati - e codesta sua giunta hanno deciso di scegliere il silenzio e di non parlare quindi con la stampa e con i media in generale, specie con quelli che osano esercitare oltre che il diritto di cronaca anche l'indispensabile diritto di critica. Certo c'è stampa e stampa. Ma sparare sul mucchio sicuramente non giova a nessuno, ma offende chi si sforza di fare rispettosa informazione. Fortunatamente codesta giunta non avrebbe poi nulla di così importante da riferire, dato che gli assessori non dispongono di un programma del sindaco da tenere come loro riferimento, ma giorno dopo giorno cercano di mettere una pezza ai vistosi problemi amministrativi e contabili. Dopo tutto non hanno neppure risorse da investire o da gestire, ragion per cui sono obbligati ad occuparsi solo dell'amministrazione degli affari correnti e di null'altro. Ma a darci il pretesto di ritornare ad occuparci del sindaco e della sua squadra di 'tecnici', tutti 'professionisti, docenti e non nullafacenti alla ricerca di un posticino', tecnici che giustamente non intendono 'entrare nel merito della bagarre dei mestieranti della politica', ma vogliono dedicare il loro tempo prezioso ' ad impegni più proficui per la collettività licatese' e ciò grazie al fatto che nessuno di questi assessori - lo amano ribadire - 'è un mestierante della politica', è stato il quotidiano Repubblica, edizione siciliana del 18 febbraio scorso, che con un articolo di Alessandra Zinti, che a nostro sommesso parere non ha scritto nulla di nuovo, ma ha fatto un copia incolla di fatti che ormai tutti conoscevamo, ha dato ancora voce alla triste anomalia politica che la comunità licatese sta subendo come un'onta per le scelte insensate che aveva scelto a rappresentarla ai massimi vertici. E oggi sono tantissimi i licatesi che sentono il peso di questa responsabilità e molti per la rabbia mista a delusione si mangiano le mani e non solo.

l'articolo a pagina 7 del giornale
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LA SPIAGGIA DELLA GIUMMARELLA COM’ERA

LA SPIAGGIA DELLA GIUMMARELLA COM’ERA


Quella che la bellissima foto riproduce è la spiaggia della Giummarella prima dell’apertura del cantiere per la costruzione del cosiddetto porto turistico che ne ha completamente modificato il sito e il profilo costiero. Gran parte dello specchio di mare è stato seccato con tonnellate di pietre e terriccio per ricavarne spazio edilizio e dove c’era il biondo arenile che fu la spiaggia per eccellenza dei licatesi per oltre sett’anni, ora sta sorgendo un mega centro commerciale ed un borgo di ville a schiera, impropriamente dette “cabine marittime”. Il centro commerciale, che nel progetto originario avrebbe dovuto servire solo il “borgo marinaro”, date le modifiche apportate al progetto e alle nuove dimensioni assunte, sarà aperto alla città e al territorio. In sostanza su terreno demaniale, eccezionalmente concesso per oltre novant’anni dalla Regione Siciliana, si sta realizzando un busines che nulla porterà alle casse del Comune che pare abbia esentato i costruttori dell’opera dal pagamento dei relativi oneri urbanistici. Un Comune, il cui bilancio rischia il dissesto, ha potuto permettersi questo grande atto di generosità. Da qual che comprendiamo, vista l’esigua distanza dei fabbricati dalla battigia, qualcuno nel silenzio avrà concesso anche un’ampia deroga alla legge Galasso recepita dall’Ars con maggiore rigorosità a tutela e a salvaguardia delle coste siciliane. Deroghe che ovviamente non varranno mai per quei sfortunati e/o ben avveduti cittadini che, sfidando le leggi di tutela, hanno edificato all’interno dei 300 metri di rispetto previsti dalla legislazione regionale, ragion per cui non potranno mai sanare le loro costruzioni. Ma, al di là di tutto ciò, considerato anche che nessuno degli enti preposti, nonostante le proteste e le denunce abbiano voluto certificare se esiste o meno un impatto ambientale in ciò che si sta facendo a Giummarella, ci auguriamo almeno di vedere al più presto funzionante il porto turistico di Marina Cala del Sole.

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ATTUALITA'

INVITO ALLE FORZE POLITICHE LICATESI


Lettera aperta del giovane Filippo Santamaria per
il Gruppo di Facebook ''Mettiamoci la faccia''


Alla luce del degradante stato di abbandono assoluto in cui si trova la nostra città, vuoto del quale un editore auto proclamatosi paladino del popolo sta approfittando per gettare continuamente fango addosso a chiunque osi opporsi ai suoi piani, creando tensioni, allarmismo e false speranze in maniera totalmente indisturbata, noi come cittadini, elettori e principalmente uomini ci chiediamo quale sia la vostra posizione in merito, quali iniziative abbiate intrapreso o intendiate intraprendere per arginare le continue calunnie a cui assistiamo giornalmente su un Tg diventato ormai organo di partito, pulpito dal quale sentenziare, zona franca dove ogni atto lesivo della dignità personale dei bersagli è consentito. Ogni limite umanamente tollerabile è stato superato e crediamo che sia doveroso da parte vostra, in quanto soggetti politici, renderci edotti circa il vostro modo di approcciarvi a questa a dir poco triste situazione, non pretendiamo che lo facciate per dovere istituzionale, visto che pochi di voi occupano attualmente una carica pubblica, ma ci permettiamo di suggerirvi di farlo per obbligo morale nei confronti di chi continuamente vi sostiene con il proprio voto in occasione di ogni consultazione elettorale. Non lo domandiamo con mero spirito critico ma in buona fede, pensando che la città meriti di sapere, visto che il sentimento comune è quello di essere stati lasciati in balia di chi, forte di una certa influenza mediatica, sta utilizzando criminosamente il suo canale televisivo per screditare ed umiliare anche e soprattutto la nostra classe politica nella sua interezza, mentre la stessa gioca a mettere la testa nella sabbia come uno struzzo in attesa che passi la bufera. Fate un atto di responsabilità, con coraggio, lo stesso che utilizzerete prossimamente per venirci a chiedere di depositare nelle urne una scheda che porti il vostro nome. Metteteci la faccia anche se non siamo in campagna elettorale. Devono intendersi come destinatari di questa lettera gli ex consiglieri comunali, gli ex assessori, l’ex presidente del consiglio comunale; i vari pariti e cioè Pdl, Pd, Mpa, Idv, Licata nel cuore, Udc; i consiglieri provinciali attualmente in carica Daniele Cammilleri e Angelo Bennici, il Dott. Montana come rappresentante accreditato di Cimino e quanti altri si ritengano parte attiva della vita politica cittadina.

Per il gruppo Facebook “Mettiamoci la faccia”
Filippo Santamaria”

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Nucleare a Palma Montechiaro 23 salva 08-12-2009 20:20
Hanno arrestato il Sindaco ... 3 salva 06-12-2009 19:00
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Trova lavoro, picchiata dal... 2 salva 03-11-2009 19:51
Estate Licatese: Attisano, ... 5 salva 01-10-2009 20:38
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INTERVISTE

E' GIUNTO IL MOMENTO DI
VOTARE UN SINDACO CAPACE


Intervista a Domenico Falzone, candidato sindaco
del centrosinistra nel 2008 a cura della Redazione


Dottore Falzone, come giudica la decisione del sindaco Graci di rimanere in carica sino alla scadenza del mandato? «Una decisione che ha messo in ginocchio la città e una sfida ai cittadini, alle forze imprenditoriali, politiche e sindacali, perché la città da tempo non ha più fiducia in questa amministrazione. Una decisione che sta facendo discutere di Licata in tutta Italia. Sulla vicenda va tenuta alta l’attenzione del governo nazionale e regionale sulla nostra città». Il consiglio comunale ha fatto male a dimettersi o è stata una scelta giusta? «Sì, era una decisione che andava presa anche per non far passare in silenzio la mancata sfiducia. Quello era fra l’altro un consiglio comunale non rappresentativo della città, con consiglieri che rappresentavano poche decine di elettori». Nelle condizioni in cui la città si trova - con il sindaco a San Leone, una giunta composta quasi tutta da assessori forestieri e senza il consiglio comunale – come è possibile andare avanti? «No, non è più possibile che questa città venga lasciata in queste condizioni, nel disastro totale, che è conseguenza di due amministrazioni comunali, quella di Biondi, Fragapani e Quignones, e l’altra, di Graci, che hanno visto al potere alcuni soggetti traghettati da una esperienza a un’altra. La città è tornata indietro di cinquant’anni». Dopo quest’esperienza negativa non crede sia giunto il momento di votare un sindaco di centrosinistra? «E’ giunto il momento di votare un Sindaco capace, che sia il motore dell’amministrazione comunale, conscio delle gravi emergenze che devono essere affrontate e che abbia attorno a sé un gruppo di persone con tanta energia e rabbia per come hanno ridotto la città, la nostra città. Un sindaco che vada oltre gli schieramenti e che si attorni di persone che abbiano come unico scopo l’orgoglio di ridare a Licata condizioni di vivibilità normale».

l'articolo a pagina 3 del giornale
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ATTUALITA'

LA SOCIETA' CIVILE E LA POLITICA DELLE CITTA'


di Vincenzo Tardino


Uno dei temi più problematici della politica delle città, intesa come azione politica delle stesse città che rappresentano il fondamento delle relazioni sociali e la piattaforma elementare della democrazia (anche per le implicazioni nel contesto dell’europeizzazione e della cosiddetta globalizzazione), riguarda quello della società civile, ovvero di una società volta a garantire una certa posizione giuridica ai diritti fondamentali dei membri di una comunità a mezzo di gruppi, movimenti, organizzazioni che sono, appunto, le articolazioni della società civile nel coinvolgimento e nei processi decisionali delle politiche pubbliche. Quello che si dice uno spazio intermedio tra il settore pubblico e quello privato, tra lo stato e il mercato, e più in particolare, secondo la definizione di Noberto Bobbio (Stato, governo, società, Einaudi, Torino) ''il luogo dove sorgono e si svolgono i conflitti economici, sociali, ideologici, religiosi, che le istituzioni dello stato (meglio il governo delle città) hanno il compito di risolvere''. E’ vero, non sono pochi, gli studiosi che hanno serie perplessità sull’utilità della politica locale in un’epoca in cui, come diceva J.L. Davidson (Political Partnership, London, Sage, 1979), ''le comunità locali controllano sempre di meno il proprio destino''. Ma sul tema della società civile, caratterizzata dalla sfera della riproduzione sociale - che è diversa della sfera istituzionale del pubblico potere - e che sottende la società in società in senso lato della partecipazione, ovvero un coinvolgimento sociale nei processi di decisione o di messa in atto delle politiche urbane, quella che Olivetti chiamava la città dell’uomo (Milano, Comunità 1959), e quindi di una organizzazione costruita, non solo sul consenso, ma soprattutto sulla partecipazione.

l'articolo a pagina 4 del giornale
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ATTUALITA'

LICATA: UN TRISTE REMAKE FEDELE ALL'ORIGINALE


di Anna Bulone


Da un po’ di tempo si è scoperto che anche a Licata piove e quando le precipitazioni sono copiose i danni che ne derivano risultano rilevanti, l’acqua penetra nelle fondamenta, sale lungo i muri perimetrali, riempie i vani ascensore. Non stiamo parlando di immobili abusivi risalenti a decenni fa, in attesa della concessione in sanatoria, ma di abitazioni moderne costruite con tanto di determina dirigenziale, di visti di conformità, di ritenute, di prese d’atto, per i quali si propone il rilascio di agibilità/abitabilità. Piccola parentesi: queste determine non tengono conto di aree attrezzate per i bambini, di verde pubblico, di vie di fuga obbligatorie in quei quartieri ubicati in prossimità del fiume e di controlli atti a garantire l’igiene e la pubblica e privata incolumità, che sono demandati al richiedente. Forti di questi pareri, i richiedenti, immobiliaristi costruttori tanto devoti, che passano da un santo all’altro (non solo in senso metaforico) con cui denominare le loro società, si creano una sorta di parafulmine col quale possano esimersi dalle proprie responsabilità civili, in tempi brevi, ogni volta che l’acquirente di un immobile rimane vittima dei disservizi, conseguenze di negligenza e approssimazione. L’arroganza di mediocri pseudo-imprenditori, che venderebbero l’anima per il denaro, che non hanno rispetto per le persone e per l’ambiente e che antepongono la logica del profitto ai reali bisogni dei cittadini sembra non avere limiti. Si scriverà la parola fine all’horror dello scempio paesaggistico? Continuano a spuntare come funghi velenosi cartelloni, che pubblicizzano nuove costruzioni, su appezzamenti di terreno, “provvidenzialmente” resi lottizzabili ed edificabili. Secondo dati resi noti dalla Asl, Licata conta attualmente circa ventottomila abitanti residenti, a chi e a che cosa serve una tale quantità di mattoni e soprattutto, con questa crisi, bisogna possedere una disponibilità economica rilevante per la realizzazione di tutte queste case.

l'articolo a pagina 5 del giornale
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LA CITTA'

AEROPORTO: STOP DAL
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE ?


di Angelo Carità


Aeroporto di Agrigento, è arrivato uno stop dal ministero delle infrastrutture, sulla base di indicazioni date dall’Enac che qualche settimana fa aveva espresso al presidente della Provincia un parere del tutto diverso, ossia positivo. Infatti, Claudio Iafolla, capo di gabinetto del ministro Matteoli, ha comunicato al presidente della Provincia Regionale di Agrigento, prof. Eugenio D’Orsi su un appunto, peraltro redatto su carta non intestata e senza alcuna firma che “l’istruttoria tecnica del-l’Enac, pur rilevando l’idoneità dell’area indicata e che le dimensioni dell’aeroporto risultano compatibili con le tipologie di attività individuate in quest’ultimo studio, non ritiene ipotizzabile una gestione in grado di raggiungere l’equilibrio economico, sia per le caratteristiche intrinseche sia per le prospettive di sviluppo del traffico. Si aggiunge inoltre che su queste conclusioni concorderebbe anche la Direzione generale per il trasporto aereo la quale segnala da una parte l’aumento del numero degli aeroporti sul territorio al di fuori di una pianificazione e programmazione e dall’altra che l’apertura di un nuovo aeroporto può comportare ulteriori oneri a carico dello Stato per l’espletamento dei vari servizi connessi all’attività…. Allo stato attuale e sulla base delle istruttorie svolte, pur nel rispetto delle prerogative regionali di pianificazione, non sussisterebbero presupposti e condizioni tali da poter dare seguito alla richiesta della Provincia di Agrigento”. E ciò arriva dopo che lo scorso 17 febbraio D’Orsi aveva convocato un vertice in Provincia con amministratori e tecnici del Comune di Licata con i tecnici della Provincia e mentre il capo dell’Enac, Riggio, aveva annullato un incontro a Roma con D’Orsi per sopraggiunti impegni con la presidenza del Consiglio dei Ministri, un incontro che prevedeva persino di fissare la data per la firma dell’accordo tra Enac, Ministero delle infrastrutture e Regione Siciliana. L’impressione è che a Roma stiano giocando sporco e se non é un no definitivo quello del ministero delle infrastrutture alla costruzione di una pista di 1.500 con annesse strutture di servizio per aeromobili da 70-80 posti, poco ci manca.

l'articolo a pagina 6 del giornale
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Novità
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STORIA

SBARCO IN SICILIA 1943:
LA RESPONSABILITA' DELLA REGIA MARINA


di Carmela Zangara


Si sa. La verità ha molte facce, dipende da quale prospettiva la si guardi. E’ la premessa doverosa prima di inoltrarmi nell’analisi di una delle tante prospettive dello sbarco alleato, quello che riguarda il ruolo della Marina italiana durante il 10 luglio 1943 quando la VII Armata Usa superò la linea del cosiddetto “bagnasciuga” tra Licata e Scoglitti. L’occasione viene fornita dalla pubblicazione del volume di G. Greco “E il mare sparì” titolo che riguarda in verità soltanto due capitoli del libro, quelli che affrontano lo sbarco dal punto di vista di chi l’ha personalmente vissuto e nel contempo dal punto di vista di chi pone un interrogativo: perché la Marina italiana non intervenne? A tal riguardo l’autore avanza l’ipotesi - non peregrina - di un accordo sotterraneo con agganci locali tra la Marina e gli alleati, tramite i servizi segreti. Tesi non peregrina perché battuta a lungo negli anni successivi allo sbarco, da tutta una serie di studi storiografici su quello che all’epoca veniva chiamato il tradimento degli Italiani. Tradimento gridato dai tedeschi, amplificato dai fascisti convinti, tessuto trama dopo trama sulla tela di testi come Due anni di storia (1948) di Attilio Tamaro in cui l’autore definiva “menzognere” le assicurazioni fornite al duce dai generali Ambrosio e Guzzoni circa l’efficienza del sistema difensivo dell’isola; oppure Non volevamo perdere (1951) di Alfredo Cucco; o ancora negli studi del docente universitario palermitano Giuseppe Maggiore che si domandava ironicamente se mai fosse stata combattuta nel 1943 una battaglia di Sicilia; infine il volume di Antonio Trizzino, Navi e poltrone (1953) con gli strascichi giudiziari che negli anni ’50 coinvolsero i vertici della Marina militare.

l'articolo a pagina 9 del giornale
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STORIA

UN AFFRESCO NELL'IPOGEO SAN CALOGERO


di Fabio Amato (Presidente Ass. Archeologica Finziade)


Continua l’attività di salvaguardia, tutela e valorizzazione dei beni culturali svolta dall’Associazione Archeo-logica Finziade che, pochi giorni fa, ha reso noto, sul settimanale agrigentino “L’amico del Popolo”, la notizia della recente scoperta, all’interno della chiesa rupestre di San Calogero, di tracce di intonaco dipinto ad affresco per le quali, a causa del precario stato di conservazione, non è ancora possibile assegnare una datazione certa. La chiesa costituisce il più importante impianto cristiano ipogeico presente nel territorio licatese in termini di complessità ed articolazione, composta da ambienti a camera ipogeica ed ambienti costruiti con l’utilizzo di materiale deperibile, di cui rimangono solo le tracce, sul terreno, delle fondazioni degli elevati. Il complesso rupestre non costituisce un rinvenimento isolato, ma si inserisce all’interno di un intero nucleo medievale che interessava i quartieri di Santa Maria, San Calogero e Cotturo, caratterizzati dalla presenza di numerosi ambienti ipogeici impiegati come abitazioni, necropoli e luoghi di culto cristiani, da gruppi eremitici che riutilizzarono grotte preesistenti. L’utilizzo come chiesa cristiana si protrasse fino alla metà del 1900, come testimoniano alcuni anziani del luogo, che vi si recavano per celebrazioni liturgiche a cielo aperto. Negli anni ’50, su impulso del parroco della parrocchia, si decise di costruirvi un’opera sociale (un asilo per i bambini bisognosi del quartiere Santa Maria) che venne addossato alle grotte, deturpando la bellezza del sito e coprendo con una nuova malta cementizia le pareti affrescate della vecchia chiesa. Chi scrive insieme al geom. Maurizio Cantavenera, entra-mbi soci dell’Associazione Finziade, sono i due autori dell’eccezionale scoperta.

l'articolo a pagina 10 del giornale
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SPORT

LA SANT'ANGELO E' PRONTA PER LA FESTA


di Giuseppe Cellura


La Sant’Angelo Licata si avvicina a grandi passi alla promozione nel campionato di Prima Categoria. I ragazzi di mister Lillo Licata guidano la classifica a quota 38 punti con cinque lunghezze di vantaggio e con un partita in meno rispetto alle più dirette inseguitrici (il terzetto composto da Aquila Sammichelese, Real Petilia e Sporting Gatto-pardo). Alla società del presidente Onofrio Vitali basterà un punto nelle prossime tre gare per festeggiare il secondo salto di categoria consecutivo. E’ molto probabile che già nella gara di domenica 7 marzo con la Buterese si possa brindare alla promozione. I gialloblù sono riusciti a mettere in fila tutte le inseguitrici e hanno dimostrato la loro superiorità anche con le vittorie in tutti e tre gli scontri diretti con le rivali che hanno conosciuto tutte la legge del Liotta. Dopo un iniziale momento di assestamento nella nuova categoria, la squadra si è brillantemente ripresa e ha tenuto un ritmo costante e una continuità di risultati che alla lunga hanno pagato e hanno fatto raggiungere a capitan Piacenti e compagni la vetta della classifica. Nelle ultime dodici gare di campionato i ragazzi di mister Lillo Licata hanno inanellato altrettanti risultati utili. Nell’ultimo turno di campionato i gialloblù hanno vinto senza neppure scendere in campo, gli avversari di turno (Riesi) non si sono infatti presentati al Liotta. Inevitabile il consueto 3-0 a tavolino.

l'articolo a pagina 16 del giornale
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SPORT

IL RITORNO DI TOMMASO NAPOLI A LICATA


di Gaetano Licata


La sconfitta subita dal Campobello di Licata con l’Enna è costata la panchina al tecnico Totò Aiello e al suo posto in meno di 24 ore la società ha chiamato Tom-maso Napoli. Una sorta di debito nei confronti dei tifosi licatesi per la mancata vittoria contro il Rossano nella finale dei play off d’Eccellenza che sarebbe valsa la promozione in serie D, ha convinto Napoli ad accettare la proposta della società. Napoli era stato contattato anche dopo le dimissioni di Luigi Milazzo, ma la società al suo posto preferì Aiello. Se lo scorso anno Napoli era giunto nel Licata 1931 a metà febbraio per centrare la promozione in serie D, adesso dovrà compiere un altro miracolo: salvare la squadra dalla retrocessione. Nel corso della conferenza stampa di presentazione Napoli si è detto sicuro di centrare l’obiettivo se i giocatori si scrolleranno di dosso le paure ed entreranno in campo motivati, sereni e tranquilli, consapevoli dei propri mezzi. Bisognerà sfruttare il poco tempo a disposizione nel prepararsi adeguatamente a salvare la stagione. Appena arrivato Napoli ha subito cercato il dialogo con i giocatori, con lunghi colloqui negli spogliatoi prima di scendere in campo per la preparazione, convinto com’è che la comunicazione, i consigli e l’autostima valgono più di un rimprovero. Se il bilancio delle prime cinque giornate del girone di ritorno era soddisfacente con la conquista di 10 punti, nelle restanti cinque gare capitan Boncore e compagni hanno conquistato solo cinque punti, vanificando gli sforzi fatti in precedenza per allontanarsi dai bassifondi della classifica. Nel frattempo il Campo-bello, grazie ad una rete di Pirrotta, ha superato nella finale regionale svoltasi a Palaz-zolo Acreide il forte Acireale, capolista del girone B d’Eccel-lenza, conquistando il titolo regionale di Coppa Italia. Il Campobello di Licata rappresenterà la Sicilia nelle eliminatorie interregionali che permettono l’accesso in serie D. A tal proposito il Campobello affronterà per gli ottavi di finale, il prossimo 10 marzo, in trasferta il Rende e la gara di ritorno sarà il 17 al Liotta.

l'articolo a pagina 16 del giornale
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