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IN LIBRERIA

E’ GIA’ IN LIBRERIA E NELLE EDICOLE LA NUOVA EDIZIONE DEL LIBRO DI CALOGERO CARITA’ RINNOVATA NEL TITOLO, NEL CONTENUTO E NELLE FOTO


''10 LUGLIO 1943. L’ASSALTO
DEGLI ALLEATI ALLA SICILIA''


di Calogero Carità


Dopo il grande successo avuto dalla prima edizione del libro di Calogero Carità “70 anni fa l’assalto degli Alleati alla Sicilia. 10 luglio 1943: la Joss Force Usa attacca Licata”, pubblicata nelle edizioni de La vedetta nell’estate del 2013 in occasione del 70° anniversario dello sbarco Anglo-Americano in Sicilia, e presentata a Licata e a Verona con grandissimo successo di pubblico, lo storico licatese ha provveduto ad una seconda edizione del suo libro, aggiornato nei testi e nel corredo fotografico. La nuova edizione, che sarà pronta alla fine di questa estate, sarà di 400 pagine, 50 in più rispetto alla prima, 26 di queste destinate ad ospitare altre nuove 54 rare e significative immagini fotografiche di quell’evento storico che produsse dopo 15 giorni la caduta del fascismo e dopo 60 giorni l’armistizio corto di Cassibile a seguito del quale l’Italia si svincolava dalla Germania nazista e diventava cobelligerante a fianco degli Alleati invasori-liberatori. “Per anni –scrive Carità nel presentare il suo lavoro di ricerca- la vittoria alleata è stata attribuita non alla stragrande superiorità di uomini e mezzi messi in campo, bensì alla viltà e alla defezione della maggioranza dei soldati italiani, nonché alla incapacità dei loro comandanti. Ma, a fronte di alcuni, seppur consistenti, episodi di defezione e sbandamento, furono moltissimi gli atti di valore di singoli uomini e di interi reparti che rimasero sino all’ultimo a compiere il loro dovere. I nostri soldati, infatti, pur combattendo in condizioni di estrema difficoltà contro una potenza aereo-terrestre-navale imponente che disponeva di armi e mezzi moderni, coscienti ormai di non poter ricacciare più sulle loro navi gli invasori, cercarono, sacrificandosi in migliaia, di arginare assieme ai tedeschi l’avanzata delle forze nemiche.

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L'EDITORIALE

CAMBIANO SFIDUCIATO.
LICATA ANCORA COMMISSARIATA


IL VOTO DI 21 CONSIGLIERI HA PROVOCATO LA DECADENZA DI CAMBIANO. DETERMINANTE IL GRUPPO DI GIUSEPPE FEDERICO. INOPPORTUNO ED INCONSUETO IL VOTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. VANA LA DIFESA E L’ARRINGA DI CAMBIANO. DEMOLITA DAI MEDIA REGIONALI E NAZIONALI L’IMMAGINE DI UNA CITTÀ ADDITATA COME L’EMBLEMA DELLA ILLEGALITÀ. LE DIMISSIONI DELLA GIUNTA HANNO CREATO UN GRAVE VUOTO DI POTERE. CONTINUANO LE POLEMICHE SUI SOCIAL. CAMBIANO HA ANNUNCIATO CHE RICANDIDERÀ ANCORA A SINDACO. LA CITTÀ INVASA DAI RIFIUTI.


di Calogero Carità


Lo scorso 9 agosto, al termine di un Consiglio Comunale carico di tensione che per la prima volta in due anni ha visto presenti 30 consiglieri su 30, il sindaco Angelo Cambiano, nonostante l’agguerrita difesa del suo programma e una appassionata e dura arringa finale, è stato sfiduciato da 21 consiglieri dell’opposizione che hanno decretato con il loro voto la sua decadenza e il conseguente scioglimento del Consiglio Comunale. Due anni di attività bruciati in poche ore di scontri. Al voto dei 16 firmatari della mozione di sfiducia (Triglia, V. Callea, Grillo, F. Moscato, G. Moscato, De Caro, Farruggio, Todaro, Bennici, Scrimali, Di Franco e Vincenti), si sono aggiunti i tre del gruppo Area di Rinnovamento (Federico, Cammilleri e Morello), il consigliere indipendente Angelo Iacono e il presidente del Consiglio, Carmelinda Callea. Contro la mozione hanno votato in 8: i due consiglieri del Pd (Sciria e Sica) i consiglieri di “Patto per Licata” e di “Licata futura”, mentre il consigliere Territo è risultato assente al momento della votazione. Un acceso scontro verbale tra i consiglieri Vincenti, Sciria e Sica ha ulteriormente caricato di tensione l’aula consiliare di Palazzo di Città. Vincenti ha accusato di opportunismo e di ipocrisia i due consiglieri del Pd, che d’accordo con i vertici provinciali e regionali del partito si sono sfilati dall’iniziativa dell’opposizione col pretesto dell’assenza di un progetto politico alternativo mentre qualche mese prima nel corso di una loro conferenza stampa avevano annunciato che avrebbero sfiduciato il sindaco dopo l’approvazione del bilancio previsionale. Qualche giorno prima del consiglio fatale, Cambiano aveva convocato una conferenza stampa nel corso della quale ha illustrato le attività portate in essere nei due anni del suo mandato, smontando punto per punto la mozione di sfiducia, a suo parere, inconsistente e carente di vere motivazioni e basata sul nulla…………………………………………………………..


l'articolo a pagina 1 e 6 del giornale
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News

Non sono state scritte News

PRIMO PIANO

IL FONDO OSCURO DELLA CITTÀ



di Gaetano Cellura


L’assessore al Personale, alla Polizia Municipale e ai BB.CC. Enzo Ripellino ha rassegnato lo scorso 20 giugno le proprie dimissioni. Ripellino, a cui il sindaco Cambiano aveva revocato le deleghe qualche mese fa salvo poi tornare sui suoi passi, era espressione in Giunta del gruppo consiliare “Licata Futura”. Alla base della decisione, si legge nella lettera di due ricche cartelle, “ il rammarico dell’impossibilità di proseguire l’attività di amministratore della città di Licata secondo i miei ideali, i miei propositi ed in piena autonomia……….la revoca disposta dal Sindaco nei miei confronti nel mese di marzo u.s. aveva già palesato i limiti di chi nn accetta di buon grado una fattiva e libera collaborazione…..mi sono sempre opposto al ruolo di mero esecutore di ordini e di diktat………….è fondamentale operare la circolarità delle informazioni ed il coinvolgimento dei consiglieri comunali, sia quelli di maggioranza che di opposizione sulle questioni strategiche per l’ente e su quelle che possano determinare un cambiamento nell’immagine e nel modo di concepire la gestione pubblica della città…………Ritenendo prioritaria la necessità di definire le azioni intraprese ho pensato che l’interesse pubblico discendente dalle stesse attività potesse indurre il sindaco ad un atteggiamento di maggior equilibrio o condivisione e responsabilizzazione di chi accanto a lui ha scelto di sostenerlo e di lavorare per il bene della città………”.

l'articolo a pagina 1 del giornale
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PRIMO PIANO

GRAZIE AD UNA COMUNICAZIONE UNILATERALE, C'È SOLO UN VINCITORE A CUI GIORNALI E TELEVISIONI AD HOC HANNO CUCITO ADDOSSO UNA QUALIFICA.

LA SOLA SCONFITTA È LA CITTÀ



di Anna Bulone


Ciclicamente riparte il dilemma di cosa sia in realtà la città di Licata, di cosa sia mai stata e di cosa potrebbe diventare, perché il futuro non ha certezze. Se si rilegge “Licata Città Rivoluzionaria” in più pagine non sembra affatto che siano passati tanti anni da quando il libro è stato scritto. Retorica? Può darsi. Un fatto è certo, più si prova a cambiare e più gattopardescamente il cambiamento fa dietro front come quelle squadrette di categoria che arrivano alle serie superiori, ma poi devono necessariamente retrocedere per vivere di ricordi. Quando si arriva ad un punto non si volta pagina, si rileggono quelle precedenti fino ad impararle a memoria come un mantra che autoconvinca come in fondo si stia bene così, altrimenti poi di cosa ci si potrebbe lagnare? E Licata questo sembra essere diventata, un susseguirsi di foto in bianco e nero che vorrebbe coprire il grigiume delle immagini che sono a colori solo sulla carta o sugli scatti in digitale degli Iphone di ultima generazione. Noblesse oblige, intima o impone di assumere l'atteggiamento ipocrita degli adulti costretti a mordersi la lingua per ricacciare indietro pensieri e parole che potrebbero colpire o ferire un determinato destinatario. Tuttavia, il polverone che ha fatto precipitare Licata ai disonori della cronaca(?)…………………….

l'articolo a pagina 1 e 6 del giornale
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PRIMO PIANO

LA DENUNCIA FATTA QUATTRO ANNI FA DALL’ING. ORTEGA. IN CAUSA VENGONO CHIAMATI ANCHE GLI UFFICI COMUNALI

SANATORIE ILLEGITTIME. 19 AVVISI DI
GARANZIA NOTIFICATI DAI CARABINIERI.




Abusivismo e “sanatorie illegittime” a Licata, 19 avvisi di garanzia sono stati notificati a metà dello scorso mese di luglio dai Carabinieri della Compagnia di Licata, coordinati dal Capitano Marco Currao. Le ipotesi di reato sono quelle di falsità in atto pubblico e violazioni della normativa urbanistica ed edilizia. “Le notificazioni delle informazioni di garanzia – si legge in una nota a firma del Procuratore Capo Luigi Patronaggio – si sono rese necessarie per mettere gli indagati in grado di difendersi dalle risultanze probatorie scaturenti dalla consulenza tecnica disposta dal Pm in materia urbanistica dalla quale è emerso che numerose sanatorie concesse dal Comune di Licata sono illegittime in quanto emesse sulla base di documentazione falsa ovvero in base ad una lettura illegittima delle ritrazioni aereo-fotogrammetriche dei luoghi”. In buona sostanza, secondo quanto accertato dalla Procura della Repubblica di Agrigento, molti immobili alcuni dei quali edificati entro i 150 metri dalla battigia non potevano essere edificati e conseguentemente sanati. “Questa attività – si legge ancora nella nota del procuratore Patronaggio – si affianca all’attività di demolizione portata avanti dalla Procura della Repubblica di Agrigento in modo che non vengano lasciate impunite attività edilizie illecite”. In causa vengono chiamati anche gli uffici comunali poiché si legge ancora nella nota diffusa dalla Procura “l’attività investigativa si pone come obiettivo finale di verificare la legittimità di tutta una serie di permessi a costruire e di sanatorie rilasciate in questi anni atteso che molti cittadini hanno lamentato una disparità di trattamento tra quanti hanno subito la sanzione della demolizione e quanti sono riusciti a salvare la propria costruzione attraverso false e compiacenti attestazioni”. Si indaga anche per accertare l’eventuale pagamento di tangenti per il rilascio di atti amministrativi favorevoli………………………………..

l'articolo a pagina 2 del giornale
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PRIMO PIANO

DEMOLIZIONE IMMOBILI ABUSIVI. SONO 75 IMMOBILI DEMOLITI. A DISPOSIZIONE ALTRI 650.000 EURO. DELLE OLTRE 11 MILA RICHIESTE DI CONDONO, NE RESTANO DA ESAMINARE CIRCA 2.800, DI QUESTE CIRCA 300 SARANNO DINIEGATE

RIPRENDONO GLI ABBATTIMENTI




La Ditta Patriarca ha già scaldato i motori delle proprie ruspe per riprendere l’abbattimento degli immobili abusivi edificati entro i 150 metri dalla battigia. Le demolizioni erano state sospese nel periodo estivo – come ci dicono dal dipartimento per l’urbanistica- per evitare disagi ai villeggianti, polveri, rumori nelle zone residenziali stagionali etc. La ditta Patriarca, con le somme a disposizione rimaste, potrà eseguire da 4 al massimo sette altre demolizioni e il primo appalto giungerà al termine. A giorni, infatti, verrà espletata un'altra gara d'appalto dell'importo complessivo di 650.000 euro circa, con la quale si pensa si potranno completare a seguire le demolizioni di tutti gli immobili in elenco che insistono nei 150 mt dalla battigia e anche quelli che via via si aggiungono all'elenco per effetto dei dinieghi che si completeranno in fase d’esame delle domande di sanatoria e dei nuovi abusi accertati. È ovvio che tali previsioni sono condizionate dalla quantità di autodemolizioni da parte degli ex proprietari…………………………

l'articolo a pagina 2 del giornale
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IL CASO

ELEVATORE PER DISABILI: “DAL SINDACO E DA ALCUNI SUOI PROSELITI SONO STATA ADDITATA COME LA COLPEVOLE DELLA MANCATA REALIZZAZIONE”

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO LINDA CALLEA:
“LA MIA DISPONIBILITÀ ERA ED È PIENA”




Come si sa, l’Amministrazione Comunale, per consentire ai disabili la piena fruibilità del Palazzo di Città, ha fatto predisporre un progetto per la creazione di un elevatore che dal piano terra del municipio e precisamente dai locali dell’ex archivio, attraverso una bucatura della soletta soprastante, arrivi al locale al primo piano, attualmente adibito ad ufficio del Presidente del Consiglio Comunale, Linda Callea, che ha chiesto che venga messo a sua disposizione un altro locale adeguato all’espletamento delle sue funzioni istituzionali. Questa sua richiesta è stata intesa dall’amministrazione comunale come una forma di ostruzionismo per impedire la realizzazione dell’elevatore. La presidente Callea, allora, per contestare questa interpretazione, ha convocato una conferenza stampa per chiarire la sua posizione. Durante l’incontro con i giornalisti si sono registrati, purtroppo, attimi di tensione tra la presidente Callea e il sindaco Cambiano che con qualche assessore ha intesto partecipare attivamente alla conferenza stampa. Si è così registrato uno scontro tra i due massimi rappresentanti delle istituzioni comunali,……………………………

l'articolo a pagina 3 del giornale
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Novità
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IL CASO

QUELL’ELEVATORE DELLA DISCORDIA E DELLE POLEMICHE

IL NUOVO ISPETTORE ONORARIO AI BB.CC. DI
LICATA, ARCH. ANGELO DI FRANCO, CHIEDE ALLA
SOPRINTENDENZA DI ANNULLARE
IL PARERE GIÀ CONCESSO




In merito alla realizzazione di un ascensore per disabili a Palazzo di Città a Licata, una durissima lettera è stata recapitata nelle ultime ore dal nuovo Ispettore Onorario ai Beni Culturali di Licata, arch. Angelo Di Franco, attualmente direttore del Centro per l’Impiego della Provincia di Agrigento e subentrato all’ignaro prof. Francesco La Perna, la cui nomina era scaduta, alla Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali, a cui ruoli Di Franco era appartenuto per molti anni, al Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, al Sindaco del Comune di Licata, Angelo Cambiano, e al Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Agrigento, Alfonso Cimino. Una lettera di vibrata protesta che entra nel merito e nel metodo, stigmatizzando quanto è stato fino ad ora deciso. Ecco il testo: “E’ con grande preoccupazione che avvio la mia attività di Ispettore Onorario a seguito di un provvedimento di autorizzazione rilasciato da codesta Soprintendenza che coinvolge il Palazzo di Città di Licata, opera in stile Liberty progettata e realizzata dallo studio di Ernesto Basile, dichiarata di interesse culturale ai sensi dell’art. 10 del Dlgs. N.42/2004. L’edificio, sede del locale Municipio, è oggi in uno stato di degrado interno ed esterno tale da richiedere con l’urgenza del caso un intervento manutentivo……………

l'articolo a pagina 3 del giornale
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IL CASO

ELEVATORE A PALAZZO DI CITTÀ

LE PRECISAZIONI DEL DIPARTIMENTO URBANISTICA




Sull’elevatore dei disabili da realizzare all’interno del Palazzo di Città, a seguito anche di alcuni interventi di consiglieri dell’opposizione sulla sua dubbia fattibilità e sul pesante intervento del neo ispettore onorario ai BB.CC.AA., arch. Angelo Di Franco, abbiamo sentito l’ing. Vincenzo Ortega, dirigente dei dipartimenti Urbanistica e LL.PP., anche sulla proposta alternativa di Di Franco che ci sembra affatto migliorativa e rispettosa del monumento liberty che invece si intende tutelare. Ecco quanto ci ha detto: “Credo che una utile iniziativa sia incappata in una fastidiosa quanto superflua e immotivata polemica. A parte che la tipologia di intervento in questione riguarda la installazione di un impianto tecnologico e comporta solo la foratura di un solaio realizzato ex novo nella ristrutturazione dei primi anni 70, e non quindi un restauro che avrebbe certamente richiesto particolari professionalità, il geometra a cui si riferisce l'ispettore onorario, ha solo firmato la scheda tecnica della società che produce l'elevatore………………………………………………

l'articolo a pagina 3 del giornale
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POLITICA

NULLA ERA CAMBIATO DAL MESE DI MARZO QUANDO IL SEGRETARIO INGIAMO AVEVA ANNUNCIATA DI PROMUOVERLA E DI FIRMARLA

PER TIZIANA ALESCI, PD, LA
SFIDUCIA ANDAVA VOTATA




Sulla mozione di sfiducia al sindaco Angelo Cambiano, un paio di giorni prima che fosse discussa dal Consiglio Comunale, aveva preso posizione con una nota stampa che di seguito pubblichiamo, Tiziana Alesci, ex consigliere comunale e tesserata del Partito democratico, in aperto contrasto con i vertici del suo partito. “A seguito della posizione del Partito Democratico di Licata, espressa nei giorni scorsi dal segretario cittadino, in merito alla mozione di sfiducia, mi sento in obbligo di esprimere, da tesserata, verso coloro che mi hanno sempre sostenuta nel mio agire politico, ma soprattutto per mia coerenza personale e per il mio modo di fare e vedere la politica, il mio dissenso nei confronti della posizione, espressa a maggioranza, all’interno del partito. Rispetto la decisione democratica, ma mi piacerebbe che tutti i tesserati, sempre presenti al momento di votazioni interne al partito, fossero in egual misura presenti e attivi nella vita politica del circolo e della città, apportando in ogni occasione e sottolineo “ogni”, il loro personale e qualificato contributo, anche con una personale candidatura nelle future competizioni elettorali. Ritengo che, dalle dichiarazioni del Marzo scorso nelle quali, quando si trattò di votare il bilancio, il Partito Democratico si diceva pronto, con apposito comunicato stampa, a presentare la mozione di sfiducia, nulla sia cambiato rispetto al modo in cui la città veniva e viene amministrata. Se è, forse, cambiato qualcosa dentro l’opposizione, ciò non può essere motivo per non sostenere la mozione di sfiducia, valutazione che va espressa non su base personale, ma su una attenta valutazione dello stato in cui versa la città. Giusto, altresì, il distinguo con le altre forze politiche presenti nel territorio,…………………………………………………………………………

l'articolo a pagina 4 del giornale
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POLITICA

“L’ORMAI EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, NON HA PERSO L’OCCASIONE PER MOSTRARE LA PROPRIA INADEGUATEZZA ISTITUZIONALE GESTENDO IN MANIERA DEL TUTTO INAPPROPRIATA UNA DELLE SEDUTE CONSILIARI PIÙ IMPORTANTI DELLA STORIA POLITICA DELLA CITTÀ, SCIVOLANDO IN BATTUTE DI DUBBIO GUSTO, URLA E QUANT’ALTRO…..”

DANIELE VECCHIO: “21 CONSIGLIERI
HANNO OTTUSAMENTE DETERMINATO
IL DESTINO DELLA NOSTRA CITTÀ”




Daniele Vecchio, che da vice sindaco dovrebbe governare il Comune di Licata in attesa dell’arrivo del commissario straordinario, si è dimesso lo scorso 12 agosto, unitamente agli assessori superstiti, per accelerare la nomina del commissario da parte della Regione. Ecco il suo pensiero dopo la mozione di sfiducia affidato ad un suo comunicato del 10 agosto, giorno di San Lorenzo: “Ieri sera, 21 Consiglieri Comunali, hanno ottusamente determinato il destino della nostra Città votando una mozione di sfiducia pretestuosa contro un Sindaco che merita tutta la mia stima. Le infondate e menzognere motivazioni avanzate dal gruppo dei 21 che hanno malcelato le reali ragioni di un atto politico subdolo che ammicca ad una parte della città coinvolta nella triste vicenda delle demolizioni. Anche ieri, infatti, è emerso in Consiglio il coinvolgimento più o meno diretto di Consiglieri che hanno prima firmato e poi votato la mozione di sfiducia nella vicenda dell’abusivismo edilizio, risultando che parte di essi siano titolari di immobili abusivi costruiti nella zona di inedificabilità assoluta. Si è trattato di un epilogo già preannunciato a cui la parte sana della politica licatese, invano, non ha voluto rassegnarsi. Al di là di ciò, e delle possibili conseguenze giuridiche connesse a tale emersa evidenza, si è assistito ad uno spettacolo mortificante per chi crede che la politica debba essere massima espressione del libero confronto. Ancora una volta, l’ormai ex Presidente del Consiglio, non ha perso l’occasione per mostrare la propria inadeguatezza istituzionale gestendo in maniera del tutto inappropriata una delle sedute consiliari più importanti della storia politica della Città, scivolando in battute di dubbio gusto, urla e quant’altro…………………………………………..

l'articolo a pagina 4 del giornale
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POLITICA

APPROVATA LA SCELTA DEL CIRCOLO PD DI LICATA PRESIEDUTO DA MASSIMO INGIAIMO

LA SEGRETERIA PROVINCIALE DEL PD
SI È ESPRESSA PER IL NO ALLA SFIDUCIA
SENZA UN PROGETTO POLITICO ALTERNATIVO




La scelta del circolo di Licata di non sottoscrivere la mozione di sfiducia contro il Sindaco Cambiano è stata condivisa con la segreteria provinciale. In queste settimane c'è stata una fitta interlocuzione con il segretario del circolo, Massimo Ingiamo e con il gruppo consiliare, un'attenzione doverosa considerando il clima preoccupante nella città a causa di un dibattito che risente pesantemente della vicenda “demolizioni”. Pur rispettando chi, nel partito licatese, non condivide questa posizione, riteniamo sbagliata una mozione di sfiducia proposta in questi termini, senza un progetto politico alternativo e con il rischio di lasciare per un lungo periodo la città di Licata senza una amministrazione. Il PD auspica un confronto serio, senza condizionamenti, con l'obiettivo di offrire un progetto politico capace, dopo decenni, di dare una svolta alla città. Purtroppo si assiste ad un dibattito sterile, per qualcuno utile a sfruttare l'attuale situazione per un tornaconto politico-elettorale: da un lato chi cavalca la rabbia dei cittadini per l'abbattimento delle loro abitazioni, dall'altro il Sindaco che appare sempre più “vittima” di un sistema che lo punisce per le sue scelte di legalità. ……………………………………….

l'articolo a pagina 4 del giornale
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POLITICA

LE VERE MOTIVAZIONI DELLA SFIDUCIA RIGUARDANO “LA SUA INCAPACITÀ POLITICA ED AMMINISTRATIVA, L’ARROGANZA E LA PRESUNZIONE, IL MANCATO RISPETTO DELLE PERSONE SIA DI MAGGIORANZA CHE DI OPPOSIZIONE PROVA NE SIANO LE RIPETUTE DIMISSIONI DI ASSESSORI CHE NON CONDIVIDEVANO IL SUO MODO DI AGIRE.”

FEDERICO: ”LA SFIDUCIA NON
C’ENTRA CON LE DEMOLIZIONI“




Cari concittadini Licatesi, Agrigentini, Siciliani e Italiani, oggi scrivo questo comunicato per fare chiarezza una volta per tutte sulle vicende che oggi sono di dominio nazionale, inerenti l’argomento demolizioni, il Sindaco della legalità e il voto di sfiducia avvenuto giorno 9 c.m. nel Comune di Licata. Non ci sto che l’ex Sindaco faccia passare un messaggio mediatico dove etichetta il sottoscritto e i ventuno consiglieri comunali che gli hanno votato la sfiducia come appartenenti ad una classe politica corrotta, mettendo in risalto mediatico il fatto che è stato sfiduciato solo ed esclusivamente per la vicenda “demolizioni” cosa assolutamente non veritiera e spiego il perché: L’ex Sindaco Angelo Cambiano non è come vuole far apparire mediaticamente; Angelo Cambiano è solo un uomo, che io come tanti altri, hanno sostenuto sia in campagna elettorale che dal primo giorno della sua elezione; un uomo che si è ritrovato sul tavolo un elenco di immobili abusivi da demolire, elenchi che non ha tirato fuori dal cassetto di sua iniziativa ( allora sì che si sarebbe meritato l’appellativo di Sindaco della Legalità ) ma a lui inviati e notificati dalla vera Istituzione che combatte l’illegalità nel nostro territorio cioè la Procura della Repubblica di Agrigento e le Forze dell’Ordine, diversamente non si sarebbe sognato minimamente di prendere questa iniziativa. Tanto è vero che I’ex Sindaco Cambiano come “ Sindaco della Legalità”, avrebbe dovuto sin dal primo giorno del suo insediamento tutelare……………………………………………………

l'articolo a pagina 5 del giornale
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POLITICA

UNA COMUNITÀ BISOGNOSA DI STABILITÀ NON PUÒ ESSERE GUIDATA DA CHI SI È SEMPRE ISOLATO, TRATTANDO ALTRI SOGGETTI POLITICI COME INUTILI SUBALTERNI E NON RENDENDO CONTO AGLI ORGANI ISTITUZIONALI DEL SUO OPERATO

GALANTI: “ORA È NECESSARIO CHE LICATA
RITROVI LA SERENITÀ PERDUTA”




“La legge va rispettata. Sono stato l’unico, insieme al gruppo di Consiglieri che mi ha sostenuto e oggi viene additato come portatore di interessi poco sani, che a Licata, durante la campagna elettorale per le amministrative, lo ha sempre affermato con forza. Non avevamo paura di perdere consenso elettorale allora, non abbiamo paura oggi. Al contrario Angelo Cambiano, verso il quale non ho mai lesinato il mio sostegno morale (pur non avendo avuto da parte dello stesso nemmeno l’ombra di un’educata risposta), nell’ottica di una continuità amministrativa con l’amministrazione che l’aveva preceduto e di cui faceva parte in qualità di vice Sindaco, portava avanti l’idea dell’acquisizione dei manufatti abusivi al patrimonio comunale (lo stesso ha votato una delibera di Giunta in merito). Per quanto non sia giustificabile la violenza perpetrata nei suoi confronti, sarebbe stato onesto da parte sua fare chiarezza su tutto ciò ed in qualche modo provare ad essere coerente con quanto affermava durante le sue precedenti esperienze. Il clima esplosivo che si è creato deriva anche da questa incoerenza che ha incrinato il rapporto di fiducia con il suo elettorato. Ancora, sarebbe stato opportuno che lo stesso spiegasse alla stampa nazionale che l’immagine di illegalità diffusa che si stava e si sta dando della nostra città è solo un frammento di quadro più complesso fatto di tanta gente onesta e di tante eccellenze. Questo non è stato fatto, anzi pareva che ogni occasione fosse utilizzata da Cambiano per addossare ai consiglieri d’opposizione colpe che non gli appartenevano………………………..

l'articolo a pagina 5 del giornale
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POLITICA

CAMBIANO HA CREATO PIAN PIANO LE CONDIZIONI PER ARRIVARE ALLA SFIDUCIA

UNA CAMPAGNA MEDIATICA MISTIFICATRICE




E’ semplicemente inverosimile, vergognoso ed inaccettabile ciò che sta accadendo negli ultimi mesi sui mass media e soprattutto negli ultimi due giorni a proposito della città di Licata e sule sue vicende amministrative e sociali. Non mi era mai capitato di assistere ad una cosi intensa e mistificatrice campagna mediatica, volta creare santi e mostri, ma il tutto ascoltando soltanto una ragione che a lungo andare diventa il vangelo, il Verbo. E’ vergognoso. Le gesta di un sindaco paladino della legalità che, solo contro tutto e contro tutti, combatte l’illegalità radicata oltre immaginazione nella città di Licata, manco fosse impronunciabile il suo nome non è veritiera. E’ fuorviante. A nulla è valso che molti consiglieri comunali hanno do viziosamente spiegato le ragioni e molte illegalità che il sindaco in questi anni (due+due), ha perpetrato nel suo disamministrare. A nulla è valso rappresentare come, prima lo sforamento del Patto di Stabilità e poi un precipitare dei conti che dai 19,5 milioni di euro di fine 2015 si sono portati a quasi 50 di deficit di adesso, ma soprattutto il non voler approntare un rigoroso piano di rientro, un controllo sulla gestione dei conti che da qui a qualche tempo ci avrebbe condotto al dissesto economico-finanziario. Leggetevi le carte, se volete ben capire……………………………

l'articolo a pagina 5 del giornale
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ATTUALITA'

POLEMICHE PER LA PRECEDENTE NOMINA AD ASSESSORE DI LUCA SCOZZARI RIMASTO IN CARICA APPENA 6 GIORNI E DIMESSOSI PER INCOMPATIBILITÀ CAMBIANO ACCUSA L’OPPOSIZIONE DI “ABBAGLIO”, DIMENTICANDO CHE SPETTA AL SINDACO VERIFICARE LA COMPATIBILITÀ DELLE PERSONE CHE SCEGLIE E NOMINA

GAETANO PICCIONELLO ASSESSORE
PER 15 GIORNI E SENZA DELEGHE




Con proprio provvedimento adottato lo scorso 25 luglio l’ex Sindaco Angelo Cambiano, dopo le dimissioni del 9 luglio dell’assessore Luca Scozzari,per evidenti motivi di incompatibilità e non per motivi personali, come aveva dichiarato, nominato il 3 luglio in sostituzione dell’ex assessore Ripellino, aveva integrato la Giunta Municipale con la nomina del neo assessore Gaetano Piccionello, 46 anni, già consigliere comunale in carica nella precedente consiliatura, e candidato in occasione delle ultime amministrative nella lista Forza Azzurri, conquistando 277 preferenze personali. Il neo assessore, subito dopo la nomina, aveva prestato giuramento, ma è rimasto in carica 15 giorni e senza aver avuto conferito alcuna delega da parte del sindaco Le dimissioni di Luca Scozzari, che alla tv aveva dichiarato di avere un teorema per risolvere i problemi di Licata, non erano passate inosservate all’opposizione che il 17 luglio aveva stigmatizzato l’accaduto con il seguente comunicato stampa: “Legalità. Un termine di cui troppo spesso si abusa, specialmente nella nostra terra. Troppo poco spesso, invece, ci si chiede come garantire la legalità. Questa amministrazione, ad oggi, pare essersi fatta garante della legalità solo quando questa possa essere ostentata, urlata, quasi strumentalizzata. Quando, invece, si tratta di rispettare norme basilari per il funzionamento della macchina amministrava si chiude un occhio in favore di una gestione personalistica, a gestione familiare di nomine e incarichi………………………

l'articolo a pagina 8 del giornale
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ATTUALITA'

NOMINA DELL’EX ASSESSORE SCOZZARI: IGNORANTIA LEGIS O DELIRIO DI ONNIPOTENZA DI CAMBIANO?

LEGALITÀ, UN TERMINE DI CUI
TROPPO SI ABUSA, SPECIE A LICATA




Pubblichiamo una nota del 13 luglio scorso firmata da 10 consiglieri di opposizione sul caso dell’assessore Luca Scozzari. “Legalità. Un termine di cui troppo spesso si abusa, specialmente nella nostra terra. Troppo poco spesso, invece, ci si chiede come garantire la legalità. Questa amministrazione, ad oggi, pare essersi fatta garante della legalità solo quando questa possa essere ostentata, urlata, quasi strumentalizzata. Quando, invece, si tratta di rispettare norme basilari per il funzionamento della macchina amministrava si chiude un occhio in favore di una gestione personalistica, a gestione familiare di nomine e incarichi. Non è ormai un mistero, infatti, che le dimissioni dell’ex neo assessore Luca Scozzari sono la conseguenza di un’incompatibilità tra la carica assunta ed il fatto di essere il fratello di Giuseppe Scozzari, Consigliere Comunale del gruppo Licata Futura. La compagine politica che ha promosso la nomina del due volte dimesso assessore Vincenzo Ripellino. Un circo, insomma, gestito sempre dagli stessi attori in cui il Sindaco Cambiano fa da presentatore, incurante del fatto che una nomina palesemente incompatibile potesse metterlo alla berlina dell’intero pubblico, la sua città ormai basita……………………….

l'articolo a pagina 8 del giornale
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IN CITTA'

LA PROPOSTA DI SEI CONSIGLIERI D’OPPOSIZIONE

IL COMUNE RITORNI ALLA
RISCOSSIONE DIRETTA DEI TRIBUTI




Lo scorso 24 luglio 2017 sei consiglieri di opposizione, Violetta Callea, Antonio Terranova, Antonietta Grillo, Antonio Vincenti, Laura Termini e Pietro Munda, hanno protocollato al Comune una proposta di deliberazione consiliare al fine di tornare alla riscossione diretta dei tributi locali. Considerato che sono troppi oramai i disagi che nostri concittadini sono costretti a subire relativamente alla riscossione dei tributi da parte della società concessionaria Municipia S.p.a. (ex Engineering S.p.a.), e tenuto conto anche delle migliaia di firme raccolte dall'associazione Adic chiedono con forza il ritorno alla gestione internalizzata del servizio. La riscossione diretta, oltre ad agevolare i cittadini , evitando code interminabili e disagi vari, permetterebbe un notevole risparmio per le casse comunali, poiché si introiterebbero direttamente i tributi locali senza dover pagare aggio al concessionario, che ad oggi ammonta a milioni di euro, per il servizio reso…………………………………..

l'articolo a pagina 9 del giornale
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IN CITTA'

LA PROPOSTA DI 8 CONSIGLIERI D’OPPOSIZIONE

SI MODIFICHI IL REGOLAMENTO
DELLA TASSA DI SOGGIORNO




C’è una proposta per modificare l’utilizzo del gettito derivante dall’imposta di soggiorno. Per questo motivo i consiglieri d’opposizione Violetta Callea, Vincenti, Grillo, Termini, Triglia, Di Franco, Russotto e Munda hanno chiesto la convocazione in seduta congiunta delle Commissioni consiliari Affari generali, Sport, Turismo e Spettacolo ed Affari sociali. Le modifiche proposte dai consiglieri firmatari riguardano la volontà di “modificare l’articolo 4 ed esentare pertanto dal pagamento coloro che vivono una condizione di disabilità motoria o sensoriale”…………………..

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IN CITTA'

I 7 CONSIGLIERI DI “LICATA FUTURA” E DI “PATTO PER LICATA”, VICINI A CAMBIANO.

LA MOZIONE DI SFIDUCIA?: “UNA FISSA
PER I BOCCIATI ALLE ELEZIONI DEL 2015”




I sette consiglieri comunali di “Patto per Licata” (Elio D’Orsi, Francesco Carità, Giuseppe Territo, Tiziana Zirafi) e di “Licata Futura” (Chiara Ferraro, Baldo Augusto, Giuseppe Scozzari), vicini al sindaco Angelo Cambiano hanno “rigettato” le motivazioni inserite nella mozione di sfiducia, motivando il loro no nel seguente comunicato stampa: “Oramai è diventato l’argomento principale degli ultimi due anni, quasi una fissa per alcuni bocciati alle elezioni del 2015: la mozione di sfiducia al Sindaco Cambiano. Ci fa piacere che solo dopo due anni i 16 consiglieri comunali firmatari della mozione abbiano ammesso che nulla si poteva fare per salvare gli immobili abusivi. Potevano evitare di attendere due anni per assumere una posizione politica. I due gruppi consiliari che sostengono l’azione amministrativa, confermano la piena fiducia al Sindaco per l’ottima azione di Governo portata avanti fino ad oggi, tra mille difficoltà; non sfuggono a nessuno le difficoltà economico-finanziarie del nostro ente (in disavanzo di circa 20 milioni di euro), non creato certamente da questa amministrazione costretta paradossalmente a pagare debiti degli amministratori che oggi propongono la mozione di sfiducia……………………

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CULTURA

EDITO IN DUE TOMI DALLE EDIZIONI EUROPA DI ROMA, È LA SAGA DI UNA CITTÀ, LICATA

VINCENZO TARDINO, “ROSE’S STORY 1943”




E’ in tutte le librerie d’Italia da alcuni mesi e dopo attenti studi e ricerche una corposa quanto interessante pubblicazione in due tomi di Vincenzo Tardino, giudice emerito di Cassazione, nostro concittadino, edita dalle Edizioni Europa di Roma. Si tratta di “Rose’s Story 1943” – Saga di una città (€ 19,90, pp. 954). Dedicata alla moglie Bia e ai suoi tre figli, Mariangela, Elisabetta e Giovanni, è la storia romanzata di Rosa Balistreri, una donna licatese povera e analfabeta che, dopo molteplici e tormentate vicissitudini, diventa una cantante tra le più famose del genere folk. Prima di Tardino di Rosa si erano compiutamente occupati nel 1992 Giuseppe Cantavenere (“Rosa Balistreri. Una grande cantante folk racconta”, ed. La Luna di Palermo), nel 1996 Calogero Carità (“Rosa Balistreri l’ultima cantastorie”, ed. La Vedetta dietro committenza dell’amministrazione comunale presieduta dal prof. Ernesto Licata), nel 2002 Camillo Vecchio (“U cuntu ca cunta-La vita di Rosa Balistreri”, edito a San Cataldo”) e nel 2010 Nicolò La Perna (“Rusidda a licatisi”, ed. La Vedetta). Ma Tardino ha dato una impostazione diversa a chi lo ha preceduto, non una vera e propria biografia, non un vera e propria storia, ma ha attinto però alla vita di questa donna e alla storia moderna di Licata per creare questa sua importante opera che mette un ulteriore tassello alla vicenda umana di questa illustre licatese che la sua città natale, alla quale in vita ha voluto donare la sua raccolta di libri sulle tradizioni popolari siciliane alla nostra biblioteca comunale anche se il sindaco dell’epoca la ricevette male e mal volentieri, ha riscoperto e valorizzato solo dopo la sua morte, dedicandole una lapide murata sul muro della sua casa natale e un monumento dietro la Villa Regina Elena, opera dell’artista licatese Gino Leto………………………………………..

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CULTURA

SECONDO POSTO PER IL LICATESE ELOGIATO DALLA GIURIA DEL CONCORSO LETTERARIO IN LINGUA SICILIANA: “VERSI COINVOLGENTI CHE SUSCITANO EMOZIONE”

LORENZO PERITORE CONQUISTA MALVAGNA CON
LA SUA POESIA DEDICATA A ROSA BALISTRERI



di Francesco Pira



“Una lirica che si immerge nel terreno della memoria e con sapiente regia poetica narra la travagliata storia della cantautrice del sud Rosa Balistreri. Versi coinvolgenti suscitano emozione e curiosità nei confronti di una donna umile, sottomessa, che reagisce e usa la voce per denunciare i soprusi subiti dagli ultimi. Le parole del poeta riscattano quella terra che le era stata spesso indifferente e che oggi invece con orgoglio riscopre la grande eredità sociale di Rosa: cantare per gli altri”. Con questa straordinaria motivazione il poeta licatese Lorenzo Peritore ha incassato lo scorso 8 luglio a Malvagna (in provincia di Messina) il Premio “Fogghi Mavvagnoti 2017, Concorso Letterario in Lingua Siciliana, con il componimento “U cuntu di Rosa”, opera dedicata alla grande cantante folk…………………………….

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CULTURA

UNA DONNA DI ELEVATA CAPACITÀ ARTISTICA IGNOTA AI PIÙ.

O’ TAMA KIYOHARA RAGUSA,
UN’ARTISTA GIAPPONESE A PALERMO



di Ester Rizzo


O ‘tama Kiyohara Eleonora Ragusa, inserita tra l’altro nel Dizionario “Siciliane”, fu una nostra conterranea d’adozione. Era un’artista giapponese nata a Tokyo nel 1861. Quando lo scultore palermitano Vincenzo Ragusa fu selezionato dall’Accademia di Brera per fondare nella città nipponica una scuola d’arte occidentale voluta dall’imperatore del tempo, O’tama, giovane pittrice, e Vincenzo s’incontrarono. Nonostante lui fosse più grande di lei di quasi venti anni, i due si innamorarono. Nel 1882 intrapresero il viaggio che portò lei a lasciare la sua nazione e ad approdare nella nostra isola dove visse e lavorò per ben 51 anni, fino al 1933. O’tama ,seguace del tradizionale linguaggio figurativo giapponese ukiyo-e (immagini del mondo fluttuante), giunta a Palermo iniziò a dipingere utilizzando lo stile occidentale. Nel 1889 si convertì al cattolicesimo, fu battezzata con il nome di Eleonora e sposò con rito cristiano Vincenzo………..

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STORIE

AREE DEPRESSE

LO STORICO CONVEGNO DI PALMA



di Gaetano Cellura


Dal 27 al 29 aprile del 1960 si svolge a Palma di Montechiaro un convegno sulle condizioni arretrate e depresse di alcune zone della Sicilia. È organizzato dal Centro Studi e Iniziative per l’occupazione di Danilo Dolci, il Gandhi italiano, che dal 1952 svolge la sua missione laica nella Sicilia occidentale: di aiuto alla povertà dell’isola e per favorirne lo sviluppo attraverso l’impegno civile, l’impegno culturale in senso esteso. Il sociologo triestino già gode di fama internazionale per le sue battaglie non violente, gli scioperi della fame per il lavoro, l’istruzione, la costruzione di opere pubbliche e contro la mafia e le sue collusioni con la politica. Dolci era anche poeta: nel 1975 riceve il Premio Taormina per il carattere “corale e civile della sua poesia” si legge nella motivazione. Per tre giorni Palma di Montechiaro, da paese depresso, diventa teatro di una Sicilia che vuole cambiare. Accanto a Dolci – che proprio nel 1960 pubblica il libro-inchiesta Spreco – ci sono Carlo Levi, Ignazio Buttitta, Elio Vittorini, Francesco Renda, Ferruccio Parri, Paolo Sylos Labini, Silvio Milazzo, Andrea Vitello, Girolamo Li Causi e Giorgio Napolitano, allora dirigente del Pci. Nel suo intervento il futuro Presidente della repubblica sottolinea come all’insediamento di alcune industrie moderne in Sicilia non abbia fatto riscontro il miglioramento economico di altre zone dell’isola. E c’è Leonardo Sciascia, presente al convegno come relatore e come inviato dell’Ora. ………………………………….

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VITTIME DI MAFIA

RICORDATO L’IMPRENDITORE
LICATESE SALVATORE BENNICI



di Anna Bulone


Il 25 giugno del 1994 a Licata è morto un uomo, un piccolo imprenditore edile: Salvatore Bennici. Era a capo di un’impresa familiare, piccoli appalti per potersi garantire come sostenere la propria famiglia in una città dove la questione lavoro continua a risultare spinosa. Uomo dal carattere schivo ed introverso Salvatore, che ritornando in cantiere doveva spesso riprendere verbalmente operai poco collaborativi. Uomo semplice, come tanti, un uomo che viveva del suo lavoro e che aveva trovato il coraggio di ribellarsi alla prepotenza mafiosa del pizzo. Tutto era partito da un subappalto che si era aggiudicato, dopo un lungo periodo di inattività, che potesse consentirgli di fare fronte a delle normali spese di gestione. Licata era reduce da un commissariamento, il consiglio comunale era stato sciolto per infiltrazioni mafiose riconducibili ad affidamenti diretti. Quegli anni comprendevano il periodo della sanguinosa faida tra stidda e cosa nostra per il controllo degli affari illeciti. Si ricordino anche le esecuzioni dell’imprenditore Giordano a Gela e dei Borsellino a Lucca Sicula anch’essi ribellatisi al racket delle estorsioni. Nei mesi precedenti l’omicidio Salvatore Bennici aveva sporto denuncia contro i suoi estorsori, subendo anche feroci ritorsioni contro la casa ed il cantiere……………………………

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FATTI & SOCIETA’

LA GRANDE GUERRA

IL DOPOGUERRA NEI MIEI
RICORDI DI ADOLESCENTE



di Angelo Luminoso


Sono nato quattro anni dopo la fine della Grande Guerra, quando il ricordo del conflitto andava annebbiandosi. Le famiglie dei caduti avevano elaborato lo straziante dolore e asciugato le lacrime. Il ricordo dei caduti era affidato al monumento di piazza Progresso e alla intitolazione delle aule delle scuole elementari e di alcune vie della città. I resti mortali di undici caduti erano stati traslati nella chiesa di Santa Maria la Vetere, inumati lungo le pareti del tempio e onorati, a cura delle famiglie, con significativi arredi funebri. Purtroppo, quel pantheon, che conteneva idealmente tutti i caduti licatesi, non esiste più: dopo la chiusura, circa quarantennale, del tempio, a motivo del suo degrado strutturale, il progetto di restauro della Sovrintendenza ai beni ambientali e architettonici di Agrigento ha ritenuto di eliminare ogni traccia di quella memoria storica. I resti mortali dei caduti sono stati traslati in un piccolo sacrario militare all’aperto del cimitero di Marianello, gli arredi funebri sono stati relegati in uno dei magazzini comunali. Una pesante coltre di oblio grava su questa dolorosa vicenda, è stato annientato il valore evocativo di quegli arredi. Alcune generazioni precedenti la mia hanno combattuto nella Grande Guerra, hanno combattuto mio padre e tre fratelli di mia madre. Mio padre, mobilitato nel XII battaglione della Regia Guardia di Finanza mi parlava dei servizi svolti nelle retrovie del fronte giulio, da Cervignano, a Udine, a Pieris, a Monfalcone, dei disagi e delle privazioni, ma lontano dalla prima linea. Dei tre fratelli di mia madre, Domenico Schembri morì nell’agosto del 1915………………..

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FATTI & SOCIETA’

TRE PERSONE SU QUATTRO A RISCHIO DI ANALFABETISMO DI RITORNO?

DELLA BEATA IGNORANZA



di Carlo Trigona


“Va bene, vi siete tutti divertiti. Sul sito del ministero dell’Istruzione c’era scritto traccie anziché tracce, e avete fatto un sacco di battute divertenti. Però, dai, può capitare. E capita. Due settimane fa la ministra Valeria Fedeli in un discorso ha fatto incontrare Vittorio Emanuele III e Napoleone Bonaparte, che in realtà è nato esattamente cento anni prima del Re. Insomma, capita. Specie quando c’è di mezzo la maturità. Nel 2005 in una tracca, pardòn, traccia, il ministero ha collocato Urbino in Umbria anziché nelle Marche. Nel 2007 in un tema su Dante è stato confuso San Tommaso con Bonaventura da Bagnoregio. Nel 2008 una poesia di Eugenio Montale dedicata a un amico («Ripenso al tuo sorriso») è stata proposta per commentare il consolante amore per una donna. Nel 2010, nell’analisi dei miti giovanilistici in politica, è stato indicato un discorso di Benito Mussolini, che però era quello con cui il Duce si attribuiva la responsabilità dell’omicidio Matteotti. Ecco, diciamolo, capita(……). E infatti è saltato fuori proprio ieri che uno studente su tre crede che Giulio Cesare sia stato il primo re di Roma e che qual è si scriva qual’è. Cose che capitano, quando si ha questa classe dirigente, e già si staglia la nuova”. E’ uno dei tanti trafiletti che confermano la sobrietà caustica e mordace di Mattia Feltri, subentrato a Gramellini nel ruolo di fustigatore di costumi. Divertente, vero? Mica tanto! Tutt’al più concediamoci l’abbozzo di un sorriso amaro sulla scia delle italiche tradizioni che consentono di riflettere sui nostri difetti inarcando le labbra. ……………………………………………..

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CULTURA & ATTUALITA’

IL RACCONTO

IL NONNO E IL NIPOTE
GLI ULTIMI ANNI DI TROTSKY



di Gaetano Cellura


“Ha dedicato la vita alle sue idee e a metterle in pratica” dice l’ottantaseienne nipote Esteban Volkov. Che ci racconta i fatti tragici del 20 agosto 1940. Aveva quattordici anni, tornò a casa dalla scuola e trovò il nonno Leone Trotsky ferito a morte. L’assassino, costretto in un angolo e picchiato dalla polizia, l’aveva ammazzato a colpi di piccozza alla testa mentre gli dava le spalle intento a leggere il giornale. Il fondatore dell’Armata Rossa si trovava da tre anni a Città del Messico dopo un decennio di peregrinazioni per l’Europa, sempre inseguito dai sicari di Stalin. Vi era giunto da sconfitto e si apprestava a vivere il capitolo conclusivo della sua vita. Aveva perso sul piano politico – non lui, ma Stalin dirige il corso del socialismo in Urss – e aveva perso pure i suoi quattro figli. Trotsky era un uomo solo. ……………………………..

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CULTURA & ATTUALITA’

LICATA CHIEDA LA RESTITUZIONE DEI 400 TARÌ D’ORO D’EPOCA NORMANNA TROVATI DA UN AGRICOLTORE NEL 1961 IN CONTRADA MANCA

I DEPOSITI MONETALI DI EPOCA GRECA, ELLENISTICA E NORMANNA SCOPERTI NEL TERRITORIO DI LICATA



di Calogero Carità


A Licata e nel suo territorio da sempre sono stati scoperti interessanti depositi monetali. Notizie di queste “truvature” troviamo nel manoscritto del Serrovira e nei libri a stampa Pizzolanti e nel Cannarozzi, i primi ad occuparsi dell’importanza archeologica del territorio licatese. Alcuni disegni delle monete rinvenute troviamo nel Serrovira, mentre non sappiamo che fine abbia fatto la ricca collezione di monete del Cannarozzi. Nei primi del 900 furono scoperti nel territorio di Licata due tesoretti di monete di varie zecche di città greche, uno di 125 coni e l’altro di 200 che vennero subito requisite ed assicurate al Museo Nazionale di Siracusa dal soprintendente alle antichità Paolo Orsi che nel 1902 e nel 1926 fece vari sopralluoghi nel territorio di Licata. Le foto di alcune di queste monete è possibile vederle al museo archeologico licatese. Nell’ottobre del 1961, a circa 7 km da Licata, in contrada Manca, venne scoperto un ricco deposito monetario. Si tratta di circa 400 monete d’oro di 21 carati, di 1 grammo ciascuna, quasi tutte diverse l’una dall’altra e accuratamente conservate in una specie di anfora, rinvenuta da tale Angelo Fontana, padre di 7 figli, mentre era intento al lavoro dei campi. A prima vista il Fontana non riusciva a rendersi conto dell’accaduto tanto era il suo sbalordimento. tale Angelo Fontana, padre di 7 figli, mentre era intento al lavoro dei campi. A prima vista il Fontana non riusciva a rendersi conto dell’accaduto tanto era il suo sbalordimento………………………….

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SPORT & VARIE

LICATA CALCIO – PROGRAMMI E PRODOMI DA PROMOZIONE IN SERIE D

ANGELO GALFANO: “MI AUGURO DI APRIRE UN CICLO”



di Gaetano Licata


Dopo un’estate ricca di sorprese, in cui la società del Licata del nuovo presidente Danilo Scimonelli ha messo a segno diversi colpi di mercato importanti, venerdì 25 agosto sono stati presentati ai tifosi lo staff tecnico, lo staff dirigenziale e la rosa dei giocatori. Dalle dichiarazioni rese e dalle promesse fatte dai diretti interessati si evince che l’obiettivo stagionale sarà la promozione in serie D. La società non ha badato a spese e oltre a darsi una nuova organizzazione, ha allestito una rosa di giocatori di qualità. Nel corso della serata, presentata dall’addetto stampa, Vincenzo Montana, oltre al presidente Scimonelli sono intervenuti Enrico Massimino, Nico Le Mura, il DG Marrali, il DS Curella, il segretario Cammarata ed il Team Manager Signorelli. A seguire lo staff sanitario con a capo il Dr. Inserra, il responsabile fisioterapisti Bonadonna ed il fisioterapista Guttadauro. Sono state presentate le nuove divise e sono sfilati tutti i giocatori che hanno rilasciato delle precise promesse ai tifosi. In sintesi alcune dichiarazioni. ………………………..

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